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Gli incanti di Violetta

Mariella Rossi

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La Heillandi Gallery punta tutto sulla fotografia

Nel centro storico di Lugano è stata inaugurata lo scorso settembre la Heillandi Gallery. Dedicata alla fotografia contemporanea, la nuova galleria ha scelto un taglio preciso e interessante, proponendo sia autori internazionali già riconosciuti come Davide Monteleone e Ivo Saglietti, più volte vincitori del World Press Photo, sia giovani emergenti su cui puntare, sia artisti «storici» da riscoprire, «dei quali, spiega il direttore di provenienza italiana Giuseppe Violetta, ci occuperemo in maniera esclusiva gestendone gli archivi fotografici monografici per intero».

Collezionista alla sua prima esperienza di gallerista, Violetta aggiunge: «In Italia la fotografia è ancora considerata un’arte minore qui a Lugano, invece, il respiro è internazionale».

Nella mostra inaugurale, aperta a metà settembre e visitabile sino al 31 ottobre, sono esposte una quarantina di opere (dal grande formato alle polaroid) di quattordici autori italiani e internazionali, tra questi l’irlandese Martin Cregg, il cinese Guoman Liao, il portoghese Alexander Manuer e il russo Aleksey Myakishev. Così il direttore presenta «la scuderia di autori che avremo in permanenza». A rinforzare l’approccio internazionale della galleria sarà poi la partecipazione a fiere. 

Il secondo progetto espositivo, in programma a novembre, presenterà invece l’altra faccia della Heillandi Gallery, ovvero l’attività inerente i fondi monografici, che per ora sono due: quelli di Mimmo Dabbrescia e Gian Butturini. La mostra comprenderà una selezione di fotografie vintage e in molti casi inedite.

«Entrambi gli autori hanno documentato il medesimo, caldo, periodo storico, dagli anni Sessanta ai primi anni Ottanta: Mimmo Dabbrescia, guardando al mondo dello spettacolo, ha immortalato artisti, cantanti e gruppi musicali; Butturini è stato invece più attento al fervore sociale e politico degli stessi anni, cruciali e animati anche sotto questo punto di vista. Entrambi inoltre, prosegue il direttore, hanno utilizzato il bianco e nero attraverso un approccio fotografico documentario, anche se da punti di vista diametralmente opposti». Da ricordare infine che Dabbrescia ha recentemente ricevuto nuovi riconoscimenti dalla stampa, mentre Butturini è stato inserito da Martin Parr nella mostra «Strange and Familiar» al Barbican Centre di Londra.

Mariella Rossi, 03 ottobre 2016 | © Riproduzione riservata

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