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Stefano Miliani
Leggi i suoi articoliLa Basilica di Collemaggio, chiusa dall’agosto 2013, è uno dei monumenti più amati e devastati dal sisma del 2009. Ne paga l’intero restauro l’Eni. Il Politecnico di Milano, la Sapienza di Roma e l’Università aquilana hanno coperto la parte tecnico-scientifica insieme a tecnici Eni.
Uno studio iniziale ipotizzava di riaprire quest’anno la chiesa fondata nel 1288 da papa Celestino V; l’azienda ha poi parlato del 2016 (cfr. n. 335, ott. ’13, p. 10), ma in realtà si potrà varcare la Porta santa nel 2017: i lavori diretti dalla Soprintendenza devono iniziare entro luglio-agosto e serviranno due anni per completarli, come stima l’ingegner Angelo Caridi (www.ungiornoacollemaggio.it/ricostruzione). Sul programma, il tecnico Eni inizia dal tetto: «La struttura risponde bene alle sollecitazioni verticali, ma molto male a quelle orizzontali e infatti i pilieri, su cui si sono concentrate le azioni sismiche relative alle navate, sono crollati per primi, trascinando le volte del transetto. Abbiamo progettato un tetto rigido che funzioni come un tampone in grado di distribuire le azioni sismiche su tutti gli elementi verticali, ancorandolo a un cordolo in calcestruzzo che collega le murature perimetrali». E i pilieri? «Li ricostruiremo. Saranno pilastroni in cemento armato (all’interno c’era un conglomerato scadente) coperti dal rivestimento lapideo originale. L’aspetto non cambierà. Sui due pilieri, in fondo alle navate, si innesterà un setto trasversale, una sorta di parete con tre archi con elementi in calcestruzzo perché siano resistenti. I pilastri verranno tutti smontati, ove necessario resi più solidi e rimontati». Appare integra l’inconfondibile facciata. «Non lo è. Ha una lesione non trascurabile alla base e altre che vanno risarcite. Dovremo “ricucire” gli speroni che si sono distaccati dalla muratura esterna affinché siano solidali con la facciata». Le murature esterne? «Hanno resistito bene, tranne in due o tre casi. Nelle aree più degradate costruiremo una gabbia di sottili fili di acciaio dalle prestazioni altissime seguendo i percorsi della malta. Abbiamo escluso le catene perché il grande setto garantirà effetti analoghi». Il transetto e la volta «li ricostruiremo com’erano». E le tre absidi? «Presentano numerose lesioni e quella centrale aveva iniziato a crollare. Le metteremo in sicurezza senza modifiche». L’accordo con il Comune (il proprietario) «prevede un nostro impegno massimo di 14 milioni più Iva» che, ricorda Caridi, comprende il recupero del circostante parco del Sole.
Stefano Miliani
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Oltre alle «valorizzazioni virtuose» di Postignano, Collazzone e Solomeo, «ci sono cantieri in corso, alcuni stanno per essere completati. La situazione è positiva perché i lavori stanno partendo. Certo, ci vorranno ancora cinque-sei anni per avere tutti i monumenti, le chiese e i borghi sistemati», sostiene Bernardino Sperandio, restauratore e presidente del Centro di diagnostica di Spoleto per i beni culturali



