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Stefano Luppi
Leggi i suoi articoliBologna. Visti i numeri otteneuti a Bologna la notizia ha del clamoroso, tenuto conto degli investimenti e dei «ritorni» di pubblico: Arthemisia Group, società di organizzazione mostre attiva in Italia e all’estero, presieduta da Iole Siena, lascia Palazzo Albergati. In questo antico edificio, di proprietà della famiglia bolognese Bersani, che da un anno affittava alla società piano terra e primo piano dopo un lungo periodo di abbandono, Arthemisia ha organizzato due mostre di successo dedicate a Escher e alla dinastia dei Brueghel. La prima, con cui Arthemisia ha debuttato a Bologna, ha raccolto 174mila visitatori, mentre la seconda, «Brueghel. Capolavori dell’arte fiamminga» a cura di Sergio Gaddi e di Andrea Wandschneider, si è conclusa pochi giorni fa a quota 169mila.
Insomma tutto lasciava prevedere un matrimonio lungo e duraturo con i proprietari, anche perché Arthemisia nel frattempo ha organizzato insieme al Comune la rassegna «Egitto. Splendore millenario» (a cura di Paola Giovetti e Daniela Picchi, fino al 17 luglio al Museo Civico Archeologico) mentre il 17 e il 25 marzo inaugura insieme a Genus Bononiae due rassegne rispettivamente dedicate alla Street Art e ad Edward Hopper. «Non abbiamo screzi con la proprietà di Palazzo Albergati, spiega Iole Siena, rimarremo sempre legati a questo luogo magico. Nell'immediato non è possibile proseguire lì la nostra attività, ma il nostro impegno con la città di Bologna prosegue e si rafforza».
Palazzo Albergati a Bologna
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