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Redazione
Leggi i suoi articoliC’è stato un momento, durante la serata del 25 novembre, in cui nella sala di Villa Carrega Cataldi è calato un silenzio denso, quello che precede gli scatti improvvisi delle palette. È accaduto davanti a un volto in penombra: il Ritratto di giovane con flauto e corona d’alloro, attribuito a un pittore caravaggesco attivo nella Roma del Seicento. Così ha preso corpo l’asta di Wannenes, un appuntamento che a Genova ha rivelato buoni risultati, oltre che a un rinnovato desiderio di riscoperta.
Stimato tra 10 e 15 mila euro, il dipinto ha superato le aspettative fino a raggiungere 112,6 mila euro, trasformando un lotto atteso in un vero protagonista. È un risultato che racconta la forza magnetica del linguaggio caravaggesco, ancora oggi capace di attrarre collezionisti preparati e curiosi. Un altro momento di intensa partecipazione è arrivato con la Maddalena di Annibale Carracci. Qui non è stata la sorpresa a dominare, ma la conferma. Opera già esposta e studiata, solida nella sua attribuzione, ha trovato un nuovo acquirente a 56,4 mila euro, a testimonianza di come il mercato continui a premiare la qualità storicamente riconosciuta.
La serata ha riservato un capitolo affascinante anche con il Venere e Adone di Giovanni Battista Beinaschi, l’unica composizione profana finora nota dell’artista. Una rarità che ha generato un interesse crescente fino all’aggiudicazione a 22,6 mila euro, dimostrando ancora una volta quanto la riscoperta di opere fuori dagli schemi possa essere decisiva nelle dinamiche d’asta.
Nella sezione dedicata all’Ottocento, il passo si è fatto più intimo, ma non meno significativo. La Maternità di Gaetano Previati, proveniente da una collezione genovese, ha raddoppiato le attese iniziali raggiungendo 16,4 mila euro, un segnale chiaro della crescente attenzione verso il divisionismo, la sua delicatezza luminosa e la sua spiritualità sottile. A dialogare con questo clima emotivo, le vedute veneziane di Giovanni Grubacs hanno riportato in sala l’equilibrio terso della Serenissima, confermandone la tenuta di mercato. Complessivamente, l’asta Wannenes ha restituito il ritratto di un collezionismo selettivo ma coinvolto, attento alla qualità e pronto a lasciarsi sorprendere.
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