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La sedia BKF

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La sedia BKF

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Il nuovo allestimento del Museu del Disseny de Barcelona mette in luce l’impatto sociale, estetico e culturale del design e la sua relazione con i grandi temi contemporanei, rivendicando i prodotti autoctoni

Roberta Bosco

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Il Museu del Disseny de Barcelona, il museo del design più noto con l’acronimo di Dhub, ha presentato il primo restyling della collezione permanente dalla sua apertura nel 2014. Il nuovo allestimento, intitolato «Oggetti comuni. Storie locali, dibattiti globali», mette in luce l’impatto sociale, estetico e culturale del design e la sua relazione con i grandi temi contemporanei, ma la novità principale è la rivendicazione dei prodotti autoctoni.

«Il design canalizza molteplici valori collettivi, patrimoniali e identitari che ci permettono di riconoscere noi stessi e gli altri nella dimensione simbolica degli oggetti», afferma il curatore Oriol Pibernat, noto designer e storico dell’arte, che ha collegato la rilevanza storica del passato con l’attualità tematica del presente. Oltre a offrire una lettura più chiara e contemporanea dell’evoluzione del design in Catalogna e in relazione al resto del mondo, la collezione si arricchisce con un centinaio di nuove acquisizioni che la completano e l’aggiornano.

In mostra 274 pezzi e 34 documenti originali, tra cui oggetti iconici come la sedia Bkf (dai cognomi dei suoi autori nel 1938, il catalano Antonio Bonet e gli argentini Juan Kurchan e Jorge Ferrari-Hardoy), la poltrona Catalana (disegnata nel 1942 da Germán Rodríguez Arias per Pablo Neruda), le lampade Disa (1957) di Josep Antoni Coderch e Tmc (1960) di Miquel Milà i Sagnier e, ancora, l’oliera di Marquina, la panca di Tusquets, la motocicletta Impala e il mocio per lavare il pavimento che ha conquistato i mercati di mezzo mondo. «Il pubblico locale ritroverà oggetti famigliari, mentre gli stranieri riconosceranno nel design una caratteristica identitaria della città», conclude Pilar Vélez, direttrice del Dhub.

La sedia BKF

Roberta Bosco, 29 gennaio 2022 | © Riproduzione riservata

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