Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Letizia Battaglia, «Quartiere Cala. La bambina con il pallone, Palermo», 1980

© Archivio Letizia Battaglia

Image

Letizia Battaglia, «Quartiere Cala. La bambina con il pallone, Palermo», 1980

© Archivio Letizia Battaglia

Vita, cronaca e paesaggi extraterrestri: Letizia Battaglia e Davide Tranchina da Camera

Da un lato, i bambini nei vicoli, le feste, gli innamorati appartengono alla stessa Palermo degli omicidi e dei funerali. Dall’altro, paesaggi, cieli e architetture per arrivare a immagini di mondi lontani, costruiti attraverso la fotografia ma dotati dell’apparenza di luoghi realmente osservati

Figaro di Bartolomeo

Leggi i suoi articoli

Letizia Battaglia rifiutava di essere identificata soltanto con le immagini che l’avevano resa celebre. Davanti al suo obiettivo la vita convive con la morte e con le scene di cronaca: i bambini nei vicoli, le feste, gli innamorati appartengono alla stessa Palermo degli omicidi e dei funerali. Nata a Palermo nel 1935 e scomparsa nel 2022, Battaglia arriva alla fotografia attraverso il giornalismo. Nel 1969 comincia a collaborare con L’Ora: scrive e accompagna gli articoli con le proprie immagini. Nel 1971 si trasferisce a Milano, dove fotografa il fermento culturale intorno alla Palazzina Liberty, Pier Paolo Pasolini e Franca Rame. Il passaggio decisivo arriva alla fine del 1974, quando torna a Palermo per assumere la responsabilità del settore fotografico del quotidiano. Con Franco Zecchin, che conosce nel 1975, costruirà un racconto della città nel quale la denuncia della mafia si intreccia all’attenzione per le condizioni sociali, soprattutto di donne e bambini. È questa ampiezza a guidare «Letizia Battaglia. L’opera 1970-2020», a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia fino al 7 febbraio 2027. Curata da Walter Guadagnini e coprodotta con il Jeu de Paume, in collaborazione con l’Archivio Letizia Battaglia, la mostra riunisce oltre duecento immagini.

Alle fotografie degli anni della mafia affianca ritratti, scene quotidiane, feste religiose e immagini realizzate nell’ospedale psichiatrico di Palermo. La Bambina con il pallone, fotografata nel quartiere della Cala nel 1980, dà un volto preciso a questa attenzione per l’infanzia. La bambina guarda verso l’obiettivo, tiene il pallone contro il corpo, solleva un braccio sopra la testa. Il ritratto conserva la povertà del luogo e la presenza autonoma di chi lo abita: è lei a sostenere l’incontro con la fotografa. Nelle immagini delle feste, dei mercati e delle coppie, Battaglia osserva con la stessa attenzione gesti, abiti e modi di occupare lo spazio. La città si riconosce anche nelle differenze tra chi può esibire la propria ricchezza e chi vive nei bassi. Nell’ospedale psichiatrico di via Pindemonte, dove conduce laboratori teatrali, Battaglia fotografa anche una festa di carnevale, nel 1986. La macchina fotografica accompagna una relazione costruita attraverso il lavoro con le persone ricoverate. Ventidue riviste e giornali riportano le immagini nel lavoro editoriale e nell’impegno civile da cui sono nate.

Fino al 6 gennaio 2027, inoltre, la Project Room di CAMERA ospita la personale di Davide Tranchina, «Light-years Away», a cura di Guadagnini, in collaborazione con la Galleria Studio G7 di Bologna. Oltre vent’anni di ricerca dell’artista, nato nel 1970 e formatosi nel passaggio dall’analogico al digitale. Il suo lavoro parte da paesaggi, cieli e architetture per arrivare a immagini di mondi lontani e scenari extraterrestri, costruiti attraverso la fotografia ma dotati dell’apparenza di luoghi realmente osservati. Il percorso ripercorre oltre vent’anni di questa ricerca e culmina in un’opera inedita concepita per gli spazi di CAMERA.

Figaro di Bartolomeo, 24 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Figaro di Bartolomeo

Leggi i suoi articoli

Vita, cronaca e paesaggi extraterrestri: Letizia Battaglia e Davide Tranchina da Camera | Figaro di Bartolomeo

Vita, cronaca e paesaggi extraterrestri: Letizia Battaglia e Davide Tranchina da Camera | Figaro di Bartolomeo