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Cratere a colonnette attico a figure rosse Pittore di Leningrado, 470-460 a.C. alt. max 50,5 cm; diam. orlo 41 cm; diam. piede 21 cm Particolare con simposiasti che giocano al cottabo Collezione Intesa Sanpaolo Gallerie d’Italia - Palazzo Leoni Montanari, Vicenza

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Cratere a colonnette attico a figure rosse Pittore di Leningrado, 470-460 a.C. alt. max 50,5 cm; diam. orlo 41 cm; diam. piede 21 cm Particolare con simposiasti che giocano al cottabo Collezione Intesa Sanpaolo Gallerie d’Italia - Palazzo Leoni Montanari, Vicenza

Vicenza, viaggio nel mito con Dioniso

A Palazzo Leoni Montanari in mostra le ceramiche attiche e magnogreche della collezione Intesa Sanpaolo

Veronica Rodenigo

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Vicenza. È dedicata a Dioniso, deità multiforme, la terza tappa del viaggio nell’antico intrapreso dalle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo.
Dopo «Le ore della donna» e «Il viaggio dell’eroe» apre al pubblico venerdì 23 ottobre «Dioniso. Mito, rito e teatro» (a cura di Federica Giacobello), la nuova proposta espositiva che nell’ambito del progetto «Il tempo dell’antico. Ceramiche attiche e magnogreche della collezione Intesa Sanpaolo» offre l’opportunità di poter conoscere una ventina di manufatti a figure rosse ascrivibili al V-IV secolo a.C., provenienti da Ruvo di Puglia e prodotti tra Atene, la Lucania e l’Apulia stessa.

Il corpus altro non è che un assaggio della copiosa Raccolta Caputi, (conservata nel deposito dello stesso palazzo vicentino) ed entrata nell’allora collezione di Banca intesa nel 1999. In tutto 522 reperti facenti parte di corredi tombali e rinvenuti nel corso di scavi ottocenteschi nella località pugliese in provincia di Bari. Le ceramiche, sia a figure rosse che a figure nere, tutte oggetto di puntuali restauri, coprono un arco temporale che spazia dal VI al III secolo a.C. e si contraddistinguono per varietas tipologica e di soggetto.

Il criterio espositivo a rotazione tematica mira quindi ad approfondire ogni volta un aspetto della grande collezione, con cadenza annuale, per affidarla alla comunità, così come ribadito da Michele Coppola, da luglio responsabile dei Beni archeologici e storico-artistici di Intesa nonché del coordinamento dei tre poli museali delle Gallerie d'Italia: Milano, Napoli e, appunto, Vicenza.
Così, sino all’autunno del 2016, le due sale del piano nobile del secentesco palazzo narrano culti (come l’orfismo) e riti d’iniziazione, il permeante rapporto uomo-divinità e l’inscindibile legame con il teatro, l’influenza nella società occidentale anche grazie all’apporto del multimediale attraverso dispositivi mobili e touch screen.

Ad accogliere il visitatore due ampi vasi a cratere. Nel primo due figure femminili affiancano il simulacro del dio, l’una offerente (con uno stamnos tra le mani), l’altra intenta a suonare un doppio flauto. In quello che la fronteggia, durante un simposio, alcuni giovani si dedicano al gioco del cottabo, sorta di tiro al bersaglio, fruendo di gocce di vino.

Nella seconda sala dedicata al tema del teatro spicca in posizione centrale un «ospite illustre»: il vaso di Pronomos, cratere attico (400 a.C. circa) concesso in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Nella decorazione vascolare Dioniso, qui rappresentato nelle sembianze apollinee insieme alla sposa Arianna, troneggia nel registro superiore come figura cardine del dramma satiresco in una composizione animata in tutto da 21 figure tra coreuti, attori, satiri e menadi. Altrettanto centrale, nel registro inferiore, appare la figura del personaggio a cui si deve la denominazione stessa del cratere: Pronomos, celebre auleta (suonatore di flauto) menzionato da Pausania e realmente esistito.
Alla parete: il supporto multimediale ne consente una lettura iconografica puntuale nella percezione del più piccolo dettaglio.

Usciti da questa piccola ma preziosa immersione nel mito, il viaggio continua nelle altre sale di Palazzo Montanari dalla ridondante decorazione a stucchi e affreschi che ne connota alcuni ambienti (come lo scalone d’accesso al piano nobile e la Galleria della Verità), con la pittura veneta del Settecento e la collezione di icone russe dal Medioevo all’età moderna.

Vaso di Pronomos Cratere a volute attico a figure rosse Pittore di Pronomos, 400 a.C. circa alt. max 73,5 cm; diam. orlo 33,4; diam. piede 21,6 cm Particolare con l’auleta Pronomos e il suonatore di lira Charinos Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Cratere a colonnette attico a figure rosse Pittore di Leningrado, 470-460 a.C. alt. max 50,5 cm; diam. orlo 41 cm; diam. piede 21 cm Particolare con simposiasti che giocano al cottabo Collezione Intesa Sanpaolo Gallerie d’Italia - Palazzo Leoni Montanari, Vicenza

Veronica Rodenigo, 23 ottobre 2015 | © Riproduzione riservata

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