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Una veduta aerea del Vittoriale

Foto: Augusto Rizza

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Una veduta aerea del Vittoriale

Foto: Augusto Rizza

Dal mausoleo all’aereo del volo su Vienna: il Vittoriale ha restaurato i pezzi forti

Oltre al monumento funebre, che Gabriele D’Annunzio aveva concepito in modo programmatico, è stato rinnovato anche l’Auditorium dominato dal velivolo da cui il vate lanciò i volantini tricolore

Veronica Rodenigo

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Per tramandare la sua memoria Gabriele D’Annunzio ideò un monumentale complesso funebre ispirato ai mausolei d’impianto circolare d’età romana che venne realizzato tra 1921 e il 1938 su progetto dell’architetto Giancarlo Maroni: nella parte sommitale l’arca contenente le spoglie del Vate (qui trasferite nel 1963) e tutt’attorno altre 10 arche dedicate a legionari fiumani.

La monumentale struttura che svetta tra gli ulivi nell’area più alta del Parco del Vittoriale a Gardone Riviera (Bs) è stata oggetto di un restauro conservativo della durata di sette mesi e del costo di 1,2 milioni di euro (di cui 80mila provenienti dal contributo di A2A, il resto da Fondazione Il Vittoriale).  L’intervento ha visto coinvolti per la progettazione e direzione del restauro specialistico la conservatrice Anna Scavezzon, coadiuvata dagli architetti Valeria Ghezzi, Luca Zaniol e Enrico Gaetarelli (per aspetti impiantistici e risanamento), la ditta Carena e Ragazzoni (per i restauri specialistici) e A2A life company (per l’impianto illuminotecnico).

«Intervenire su un complesso di tale rilevanza, spiega Anna Scavezzon, non ha significato soltanto riparare i segni del tempo, ma comprendere a fondo la materia, le sue trasformazioni e le relazioni sottili tra ambiente, architettura e memoria. La conoscenza approfondita dei materiali e dei fenomeni di degrado ha consentito di definire azioni mirate, evitando trattamenti invasivi o generalizzati. Il mausoleo presenta una ricca varietà materica: pietra di Botticino, marmo rosso di Verona, porfido, oltre a gesso e intonaci nelle parti interne. Le superfici esterne alternano lavorazioni bocciardate e lisce, mentre all’interno si trovano paramenti rifiniti e decorati, integrati con strutture in cemento armato. Queste superfici raccontano una storia complessa di esposizione agli agenti atmosferici, all’inquinamento e alla colonizzazione biologica. Le indagini preliminari hanno evidenziato una gamma articolata di fenomeni di degrado: croste nere stratificate, efflorescenze saline, fessurazioni diffuse ed esfoliazioni, fino ai distacchi di interi conci lapidei. In alcune aree, la crescita incontrollata della vegetazione aveva prodotto effetti meccanici rilevanti, con radici capaci di sollevare e frammentare i rivestimenti. Le strategie hanno previsto interventi differenziati a seconda delle criticità: dalla rimozione controllata delle croste nere e delle patine biologiche, al trattamento delle efflorescenze saline, fino al consolidamento delle superfici decoese e al controllo della vegetazione infestante. Particolare attenzione è stata riservata alla stabilità strutturale e alla prevenzione di futuri degradi, attraverso un sistema integrato di monitoraggio». Il tutto rispettando i principi cardine della conservazione contemporanea: compatibilità, minimo intervento e reversibilità.

Contemporaneamente alla riapertura del Mausoleo è stato presentato anche il completo rinnovamento dell’Auditorium su progetto dell’architetto Angelo Bucarelli per un importo di 1,4 milioni. Eliminate le «dissonanze» degli interventi risalenti ancora agli anni ’70 per cromie e materiali, ora nell’ampio spazio circolare predominano i toni del blu e del rosso valorizzati anche dalle installazioni dell’artista Ugo Riva, che animano le arcate superiori con uccelli in ceramica e fusione in alluminio dorato.

Sospeso, sotto la grande cupola, è l’aereo biposto S.V.A. (acronimo di Savoja-Verduzio-Ansaldo), giunto al Vittoriale nel 1935, anch’esso restaurato per l’occasione, con cui D’Annunzio compì nel 1918 l’audace e propagandistico volo su Vienna, lanciando 350mila volantini tricolore. L’Auditorium, trasformato in uno spazio moderno e multifunzionale, si prepara ad accogliere spettacoli, convegni e concerti, «rafforzando, come afferma lo stesso presidente Giordano Bruno Guerri, il ruolo del Vittoriale come organismo culturale vivo e accessibile, capace di coniugare tutela, innovazione e alta progettualità culturale». 

Una veduta del Mausoleo prima del restauro. Foto: Marco Beck Peccoz

Veronica Rodenigo, 27 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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Dal mausoleo all’aereo del volo su Vienna: il Vittoriale ha restaurato i pezzi forti | Veronica Rodenigo

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