IL NUMERO DI GIUGNO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI GIUGNO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI GIUGNO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI GIUGNO 2026 in edicola
In allegato:
Vedere nelle Marche
IL NUMERO DI GIUGNO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI GIUGNO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI GIUGNO 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI GIUGNO 2026 in edicola
In allegato:
Vedere nelle MarcheVerifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Hypermaremma presenta un intervento che attraversa mare, luce e archeologia, con opere in vetro integrate nel paesaggio sommerso e storico
- Ginevra Borromeo
- 18 giugno 2026
- 00’minuti di lettura
Courtesy Hypermaremma.
Una scultura nel mare, un’altra tra le rovine: il doppio intervento di Diego Perrone per Hypermaremma
Hypermaremma presenta un intervento che attraversa mare, luce e archeologia, con opere in vetro integrate nel paesaggio sommerso e storico
- Ginevra Borromeo
- 18 giugno 2026
- 00’minuti di lettura
Ginevra Borromeo
Leggi i suoi articoliSabato 27 giugno Hypermaremma inaugura «Color Blu Stramilione», progetto site-specific articolato in due interventi distinti ma concettualmente connessi, che mettono in relazione la Grotta della Tagliata di Ansedonia e la Casa dello Scheletro all’interno del Parco archeologico di Cosa.
Il lavoro di Diego Perrone si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra percezione, ambiente naturale e stratificazione storica del paesaggio maremmano. È proprio a partire dalle condizioni luminose e geografiche del luogo che prende forma l’intervento nella Grotta della Tagliata: per poche ore al giorno la luce del sole riesce a penetrare nello spazio sommerso della cavità, raggiungendo il fondale marino che essa custodisce. In questa finestra temporale, breve e ciclica, si attiva il primo intervento, una scultura in vetro realizzata mediante una particolare tecnica di fusione, concepita per intercettare, rifrangere e moltiplicare la luce naturale, trasformando l’ambiente in una superficie instabile attraversata da variazioni cromatiche e riflessi in continuo mutamento.
A partire da questa prima esperienza percettiva, il progetto si estende verso l’entroterra e la dimensione archeologica del territorio. Il passaggio tra i due interventi si configura come parte integrante del percorso stesso: il raggiungimento della grotta avviene infatti attraverso un breve tratto di mare, che introduce gradualmente alla dimensione sommersa dell’opera e ne anticipa la natura immersiva. In continuità con questa esperienza, il lavoro prosegue nell’antica città di Cosa, dove una seconda opera trova collocazione nella Casa dello Scheletro, luogo segnato da stratificazioni storiche e rimandi simbolici. Anche qui il vetro si configura come elemento centrale, costruendo una presenza che dialoga con le rovine e con la memoria del sito, attivando una relazione diretta tra intervento contemporaneo e contesto archeologico.
Letto nella sua interezza, «Color Blu Stramilione» si configura dunque come un percorso diffuso attraverso il territorio, in cui il paesaggio si attiva come materia dell’opera stessa. Ne deriva un’itineranza percettiva che restituisce una lettura stratificata della Maremma, in cui mare, luce e memoria storica si intrecciano in una struttura narrativa unica, oscillante tra esperienza sensibile e costruzione simbolica.