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Una veduta della Piramide Cestia

Foto Fabio Caricchia

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Una veduta della Piramide Cestia

Foto Fabio Caricchia

Una nuova illuminazione per la riqualificata Piramide Cestia che torna visitabile a settembre e ottobre

Conclusi gli interventi realizzati dalla Soprintendenza Speciale di Roma nell’ambito del Pnrr-Caput Mundi, durati tre anni, il monumento sarà fruibile secondo un calendario di aperture gratuite diurne e serali

Gianfranco Ferroni

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A Roma, dal 4 settembre e fino al 31 ottobre, riapre al pubblico la Piramide Cestia, per iniziativa del Ministero della Cultura. Costruita alla fine del I secolo a.C., è l’unico monumento superstite della moda egizia che si diffuse nell’Urbs dopo che la terra dei faraoni era divenuta provincia romana. L’edificio è il monumento funebre di Gaio Cestio Epulone, politico che ricoprì le cariche di pretore, tribuno della plebe, e fu membro dei septemviri epulones, uno dei quattro più importanti collegi religiosi della Roma antica.

Dopo un’attesa durata tre anni, ecco una nuova illuminazione e un’area archeologica completamente riqualificata. Conclusi gli interventi realizzati dalla Soprintendenza Speciale di Roma nell’ambito del Pnrr-Caput Mundi, il monumento tornerà accessibile con un calendario di aperture gratuite diurne e serali. Le visite guidate serali prenderanno il via il 4 settembre e proseguiranno tutti i venerdì del mese, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire il monumento nella suggestiva atmosfera notturna, valorizzata dal nuovo impianto di illuminazione. Il programma comprenderà inoltre ulteriori aperture gratuite diurne nei mesi di settembre e ottobre. Le visite saranno su prenotazione fino a esaurimento dei posti disponibili.

Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma, sottolinea che «con questo intervento il Pnrr conferma il suo valore non solo come strumento di conservazione del patrimonio culturale, ma anche come occasione per renderlo più accessibile e vicino al pubblico. La riqualificazione della Piramide Cestia migliora concretamente l’accoglienza, la sicurezza e l’accessibilità del sito, permettendo di restituire ai cittadini e ai visitatori un’esperienza di visita più ricca e inclusiva».

Da evidenziare, il completo rinnovamento dell’impianto di illuminazione scenografica, sia esterna sia all’interno della camera funeraria, progettato per mettere in risalto l’architettura della Piramide e gli apparati decorativi dell’ambiente sepolcrale, per una lettura più efficace del monumento anche nelle ore serali. Oltre all’illuminazione, sono stati realizzati un percorso di accessibilità con una nuova pavimentazione, la sistemazione delle aree verdi con il rifacimento dell’impianto di irrigazione, i nuovi pannelli informativi, la riqualificazione delle recinzioni, la sostituzione del cancello di accesso da piazzale Ostiense con un nuovo corrimano lungo la scalinata e una migliore organizzazione degli spazi destinati alla colonia felina. Per Barbara Rossi, responsabile della Piramide Cestia, «in questo intervento abbiamo seguito un principio preciso: migliorare ogni aspetto della visita nel rispetto dell’identità del monumento. Anche il nuovo sistema di illuminazione è studiato con questa finalità: accompagnare lo sguardo del visitatore, evidenziando i volumi della Piramide e gli affreschi della camera funeraria senza alterarne la percezione. Con i nuovi percorsi e i servizi, contribuisce a rendere il sito più leggibile, accessibile, funzionale».

La struttura, alta 36,40 metri con una base quadrata di 29,50 metri di lato, è composta da un nucleo di opera cementizia con cortina di mattoni, una tecnica costruttiva romana con una forte resistenza strutturale che ha consentito una forma più slanciata dell’edificio rispetto alle piramidi egiziane. Il rivestimento esterno è costituito da lastre in marmo lunense, mentre la cella funeraria, con volta a botte, è decorata con pitture nel terzo stile pompeiano di raffinata semplicità, in osservanza alle leggi contro l’ostentazione del lusso promulgate da Augusto. Grazie al suo inserimento nelle Mura Aureliane tra il 272 e il 279 d.C è giunta fino a noi praticamente intatta, il riutilizzo la ha preservata dalla spoliazione e successiva distruzione come è avvenuto per le altre sette piramidi che sorgevano nella antica Roma. Nel 2013 il monumento è stato completamente restaurato e pulito, con il finanziamento del mecenate Yuzo Yagi, titolare della Tsusho Ltd, marchio di esportazione di tessili italiani in Giappone. 

Une veduta interna della Piramide Cestia. Foto Fabio Caricchia

Gianfranco Ferroni, 31 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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