Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliDel furore d’aver libri, sottotitolato «Varie Avvertenze Utili, e necessarie agli Amatori de’ buoni Libri, disposte per via d’Alfabeto», è un testo straordinario dell’abate Gaetano Volpi, un’opera in grado di creare generazioni di amanti dei volumi rari. Gaetano e il fratello Giannantonio, editori settecenteschi a Padova, avevano teorizzato il valore di uno dei sensi, l’odorato, per identificare provenienze e luoghi di conservazione: «Odori buoni o rei contraggono anche i Libri dal sito in cui da lungo tempo sen giacciono, come succede ne’ scrigni odorosi: o in luoghi terreni, nitrosi, rinserrati, e di cattiva aria, o vicini ad immondezze. Noi conserviamo un bel testo Greco di Sofocle in ottavo dal Colineo impresso in Parigi nel 1528, di gratissimo odore. Vedi le Lettere di S. Caterina da Siena in 4 di Venezia del 1562 spiranti soave fragranza». Ora, per pochi giorni, dato che le esperienze preziose sono offerte sempre con breve durata, l’Accademia Nazionale di San Luca presenta, fino all’8 maggio, una graditissima esposizione libraria intitolata «Palazzi e ville del Rinascimento a Roma e dintorni. Rilievi di Percier, Fontaine (1798-1812) e Letarouilly (1856) nella Biblioteca dell’Accademia Nazionale di San Luca». Ecco così a Palazzo Carpegna, a Roma, sette volumi, una minima parte del patrimonio bibliografico dell’accademia. Protagonisti assoluti, Charles Percier e Pierre-François-Léonard, con Fontaine, Palais, maisons, et autres édifices modernes, dessinés à Rome, Parigi, P. Didot l’aîné, 1798, quindi con Fontaine, Choix des plus célèbres maisons de plaisance de Rome et de ses environs mesurées et dessinées par Charles Percier et P. F. L. Fontaine, Parigi, P. Didot l’aîné, 1809, per continuare con Fontaine, Recueil de décorations intérieures, comprenant tout ce qui a rapport à l’ameublement, Parigi, P. Didot l’aîné, 1812, e infine Paul Letarouilly, Les Édifices de Rome Moderne; ou Recueil de palaces, maisons, églises, couvents et autres monuments publics et particulieres les plus remarquables del la ville de Rome dessinés, mesurés et publiés par Pl. Letarouilly Architecte, 4 volumi, Parigi, Bance, 1856 e 1860. I tre volumi di Percier e Fontaine furono donati dagli autori in occasione della loro nomina ad accademici di merito nel 1811, e l’opera di Letarouilly fu donata da Papa Pio IX all’Accademia di San Luca.
Pierre-François-Léonard Fontaine (1762-1853) e Charles Percier (1764-1838) furono tra i principali architetti europei tra XVIII e XIX secolo, interpreti massimi dell’estetica imperiale sotto Napoleone Bonaparte, svolgendo un ruolo paragonabile a quello di Charles Le Brun alla corte di Luigi XIV. Importante la scheda di Guido Morpurgo, Accademico Nazionale di San Luca, che accompagna la mostra, che spiega il loro sodalizio nato a Parigi, consolidatosi durante il soggiorno di studio a Roma (1785-90), dove svilupparono uno stile fondato su una «sobria monumentalità». Le loro competenze erano complementari: Fontaine curava soprattutto la concezione strutturale, mentre Percier eccelleva nella decorazione e negli interni. Nominati architetti ufficiali di Napoleone, contribuirono a trasformare Parigi in capitale imperiale con opere come l’Arco di Trionfo del Carrousel e con interventi al Museo del Louvre, al Palazzo delle Tuileries, alla Reggia di Versailles, al Castello di Fontainebleau e al Palazzo di Compiègne, oltre ai progetti urbanistici per gli Champs-Élysées e la Rue de Rivoli. Anche dopo la caduta dell’Impero continuarono a essere influenti sotto Luigi XVIII e Luigi Filippo; in particolare Fontaine realizzò la Cappella di San Ferdinando. Il loro legame personale e professionale, nato dalla comune dedizione all’arte, rimase indissolubile fino alla morte.
Palais, maisons, et autres édifices modernes, dessinés à Rome è un’opera essenziale del neoclassicismo francese, realizzata da Percier e Fontaine durante il loro soggiorno romano. Il volume documenta edifici moderni e rinascimentali di Roma attraverso un repertorio di tavole incise, contribuendo alla definizione del linguaggio dello «style Empire». L’opera segna il debutto editoriale degli autori e costituisce un riferimento per l’architettura e il design europeo tra XVIII e XIX secolo. Choix des plus celebres maisons de plaisance de Rome et de ses environs (1809) è un’opera di riferimento per lo studio delle ville romane: unisce precisione geometrica e valore documentario. Costituisce un ponte tra la tradizione architettonica italiana e la cultura francese dell’età napoleonica, influenzando la progettazione delle residenze aristocratiche e lo sviluppo dell’architettura dei giardini nel XIX secolo. Recueil de décorations intérieures (1812) è un’opera che ha segnato la storia del design europeo e costituisce un repertorio normativo dello «style Empire». Le tavole influenzarono profondamente la produzione artigianale e decorativa del primo Ottocento, definendo modelli formali basati su motivi classici reinterpretati in chiave imperiale.
Il loro lascito prosegue con l’opera di Paul-Marie Letarouilly (1795-1855), che occupa un posto di rilievo come instancabile studioso e divulgatore dell’architettura classica. Allievo prediletto di Percier e Fontaine all’École des Beaux-Arts di Parigi, Letarouilly fu profondamente influenzato dall’eredità stilistica dei suoi maestri, di cui divenne ideale continuatore nella celebrazione della bellezza neoclassica. La sua carriera ebbe una svolta decisiva nel 1820 con il viaggio in Italia. Animato da un profondo spirito di ricerca, Letarouilly si dedicò a un monumentale lavoro di analisi e documentazione dei monumenti romani. Con una città definita «Maîtresse du monde entier». L’esperienza diede vita all’opera enciclopedica considerata una delle più importanti testimonianze di documentazione architettonica del XIX secolo, ricca di 354 tavole, in quanto rappresenta un repertorio scientifico dell’architettura romana dal Rinascimento al Barocco. Il lavoro di Letarouilly divenne uno strumento fondamentale per architetti e storici, grazie all’estrema precisione dei rilievi e alla qualità delle tavole. Morpurgo ha inoltre sapientemente sottolineato negli anni che «la vera fortuna» di questo straordinario lavoro di Letarouilly è legato «all’ambiente architettonico americano. Nel celebre studio newyorkese McKim, Mead & White, autore di una consistente genealogia di progetti di grande rilevanza urbana tra cui il campus della Columbia University (1893-1900), la New York Public Library (terminata nel 1908) e l’immane Penn Station (1906-08), “Letarouilly was considered the Bible” (Adams 2014, 72). Il costante interesse per il grand ouvrage del Letarouilly in Inghilterra e negli Stati Uniti è altresì ulteriormente testimoniato dalla comparsa di edizioni critiche pubblicate a Londra e New York in periodi tra loro distanti (1928, 1948 e 1984), alcune di esse riorganizzate grazie alla suddivisione tipologica delle opere rilevate (come nel caso dell’edizione Tiranti del 1928 pubblicata in sei volumi) o appositamente realizzate in formato ridotto per gli studenti di architettura. Ne è un esempio The Student’s Letarouilly illustrating the Renaissance in Rome, curato da Albert Edward Richardson, architetto che si era occupato del restauro delle architetture georgiane danneggiate dai bombardamenti nazisti su Londra. Il volume è composto da una selezione delle tavole ritenute più significative dal curatore, anticipate da un saggio di inquadramento dal titolo Concise History of the Renaissance in Rome. Richardson curò anche la ripubblicazione dei due volumi di The Vatican and the Basilica of St. Peter, Rome / La Basilique de Saint Pierre, Paul Letarouilly (Londra 1953). La sintesi delle due opere del Letarouilly è accorpata nella versione americana del 1984». Una mostra romana imperdibile che invita e incita a riscoprire autori e volumi custoditi nel cuore della città eterna.