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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliL’Università di Messina ha riconsegnato alla sua città un edificio di importanza storica e architettonica: l’ex sede della Banca d’Italia, attiva per quasi un secolo, che oggi risorge come moderno polo culturale e accademico. Acquistata dall’ateneo nel 2020, la struttura è stata oggetto di un radicale intervento di rifunzionalizzazione, per rispondere alle esigenze della didattica contemporanea.
Il nuovo centro offre ampie aree per lo studio collettivo con postazioni ergonomiche, un’illuminazione individuale e punti di ricarica per i dispositivi elettronici. Oltre alle classiche sale di lettura, il progetto prevede l’inaugurazione di una biblioteca dedicata e di un percorso museale che ospiterà le collezioni artistiche e scientifiche dell’istituzione.
All’inaugurazione del polo erano presenti la rettrice Giovanna Spatari, il prorettore vicario Giuseppe Giordano, il delegato al nuovo Polo Culturale UniMe Luigi Chiara e i direttori di Dipartimento, il direttore generale Pietro Nuccio e i dirigenti coinvolti nei lavori di restauro. La rettrice ha chiarito che l’intervento rappresenta la prima fase di un più ampio progetto finalizzato a restituire lo storico edificio all’Università e alla città, specificando che l’iniziativa è stata avviata dalla precedente amministrazione rettorale e che l’attuale governance è stata chiamata a valorizzare gli spazi recuperati. La piena fruibilità dell’edificio è prevista entro l’estate, dopo il completamento dell’inventario del patrimonio librario.
L’edificio della Banca d’Italia di Messina trae le sue origini nella ricostruzione successiva al terremoto del 1908: venne realizzato nel 1924, in cemento armato e muratura. Su una superficie di oltre 6mila metri quadrati distribuiti in un seminterrato e in due piani fuori terra, ha ospitato la filiale cittadina fino alla chiusura avvenuta nel 2016. La struttura, di forma trapezoidale, presenta telai in cemento armato, murature in laterizio e ampi saloni destinati al pubblico. Le finiture di pregio e gli elementi architettonici, come il bancone in marmo, richiamano lo stile razionalista dell’epoca.
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