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Il ricordo del maestro della fotografia d’architettura
- Massimo Listri
- 09 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Umberto Allemandi
Un editore capace di sostenere gli autori nel realizzare progetti ambiziosi
Il ricordo del maestro della fotografia d’architettura
- Massimo Listri
- 09 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Massimo Listri
Leggi i suoi articoliHo conosciuto Umberto Allemandi quand’ero poco più di un ragazzo tramite il mio babbo Pierfrancesco, giornalista e scrittore. Nel 1973 avevo vent’anni e vivevo a Roma la mia vita di giovane fotografo nutrito prevalentemente di speranze e di passioni. Ebbi l’idea di fotografare alcuni poeti che si dilettavano con la pittura: Alfonso Gatto, Leonardo Sinisgalli, Pier Paolo Pasolini e Cesare Zavattini. Mi pareva una scoperta degna d’essere fotografata. Era qualcosa di più di una curiosità. Era come cercare d’entrare con l’obiettivo della macchina fotografica nella loro anima e nelle loro più segrete passioni. Ne sarebbe venuto fuori un lavoro che doveva essere ben spiegato: come mai questi poeti del verso scritto si tramutavano anche in pittori? Chiesi loro di raccontare cosa fosse la pittura per dei poeti già famosi e scrissi un breve testo.
Poi proposi a Umberto Allemandi, che quando mi fu presentato dal mio babbo già mi aveva colpito per la sua perspicacia di editore di cultura e di cose d’arte, di stampare le mie foto di quei quattro poeti pittori accompagnate dai loro scritti. Il risultato fu una pubblicazione preziosa per la storia della cultura italiana del Novecento, che non sarebbe mai nata senza l’adesione immediata di Umberto a quel mio progetto giovanile.
Con Umberto Allemandi, e con la casa editrice che porta il suo nome, ho poi avuto una lunga collaborazione. Il segreto di Umberto editore era che ai suoi autori egli ha fatto sentire sempre il sostegno necessario per realizzare progetti di lavoro sempre più ambiziosi. Questa sua capacità ha fatto diventare la casa editrice una delle più importanti al mondo per le pubblicazioni d’arte.
Un’altra qualità di Umberto: la sua amicizia è fondata sul disinteresse.
Pur essendo un vero imprenditore (un imprenditore della bellezza!), Umberto accordava amicizia e stima come diceva sant’Agostino, senza tornaconti di nessun genere: l’amicizia vera, infatti, è una forma di amore senza alcuna contropartita.