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Particolare dell’«Apollo citaredo» concesso in deposito temporaneo dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze a Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello

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Particolare dell’«Apollo citaredo» concesso in deposito temporaneo dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze a Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello

Un Apollo citaredo e un Eroe nudo in trasferta dall’Archeologico di Firenze alla Galleria dell’Accademia

Le due statue, oggetto di concessione in deposito temporaneo tra le due istituzioni fiorentine, sono state collocate nelle nicchie delle pareti dell’attuale uscita del museo di via Ricasoli

Gaspare Melchiorri

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Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello arricchiscono i propri spazi espositivi con due sculture in marmo di età classica. L’«Apollo citaredo» e l’«Eroe nudo con corno» provengono dalle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, che le ha concesse in deposito temporaneo nell’ambito di un accordo di valorizzazione tra le due Istituzioni autonome del Ministero della Cultura. Le due opere, collocate nelle nicchie delle pareti dell’attuale uscita della Galleria dell’Accademia, sono visibili a partire da oggi 18 novembre.

L’Apollo citaredo, che raffigura il dio della musica e delle arti nell’atto di suonare la cetra, si Ispira a un modello del II secolo d.C. il volto idealizzato mostra labbra dischiuse e uno sguardo estatico, alludendo all’accompagnamento del canto. L’iconografia dell’opera non è frequente: trova un confronto significativo soltanto con un esemplare conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Venezia.

La piccola scultura dell’Eroe nudo con corno, databile tra I e II secolo d.C., riprende nella parte antica (corrispondente al torso e alla parte superiore delle gambe) il modello di Eracle concepito da Policleto nella seconda metà del V secolo a.C. In epoca moderna la statua è stata integrata con la testa, le braccia e la base, dando vita alla figura di un giovane eroe cacciatore, che qualcuno accosta alla rappresentazione di Meleagro accompagnato dal suo cane.

Le due opere sono state collocate nelle nicchie delle pareti dell’attuale uscita della Galleria dell’Accademia (l’ambiente neoclassico che, nel Settecento, costituiva il vestibolo d’ingresso dell’Opificio delle Pietre Dure). Fondato nel 1588 dal granduca Ferdinando I de’ Medici, l’Opificio fu trasferito tra il 1797 e il 1798 nell’attuale sede dell’ex monastero di San Niccolò, in via degli Alfani, per volontà di Ferdinando III Asburgo Lorena.

L’«Eroe nudo con corno» concesso in deposito temporaneo dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze a Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello

Gaspare Melchiorri, 18 novembre 2025 | © Riproduzione riservata

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Un Apollo citaredo e un Eroe nudo in trasferta dall’Archeologico di Firenze alla Galleria dell’Accademia | Gaspare Melchiorri

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