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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliA 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, Villa Almone, residenza dell'ambasciatore della Repubblica Federale di Germania a Roma, ha accolto la conferenza stampa di presentazione dell’edizione numero 41 di Romaeuropa Festival. Festival che, come ha sottolineato l’ambasciatore Thomas Bagger, «porta nel suo nome e nel suo cuore l’idea di un’Europa come luogo di convivenza pacifica e feconda, scrigno in cui ognuno può realizzarsi liberamente seguendo i propri talenti e le proprie inclinazioni». Spazio internazionale ed europeo di incontro, visione e immaginazione condivisa, la kermesse diretta da Fabrizio Grifasi torna nella capitale dall’8 settembre al 15 novembre rinnovando la vocazione a fare delle arti contemporanee un luogo di relazione, ascolto e attraversamento del presente. Questo grande laboratorio dall’anima «glocal», in cui musica, danza, teatro, creazione digitale, progettualità trasversali e percorsi dedicati all’infanzia si incontrano, accoglierà un centinaio di spettacoli per 240 repliche e circa mille artisti nazionali e internazionali.
«Fin dalla sua nascita, ha detto Guido Fabiani, presidente della Fondazione Romaeuropa, il Festival ha fatto dell’Europa un orizzonte culturale, un esercizio costante di attraversamento delle differenze, richiamo per le giovani generazioni. Siamo consapevoli che il dialogo, il confronto, l’incontro debbano rimanere i concetti guida della nostra attività». Avvalendosi del contributo del MiC, della Regione Lazio, di Roma Capitale, della Camera di Commercio di Roma e della Fondazione Roma, il Festival conta sulla collaborazione di una fitta rete di realtà nazionali e internazionali, dall’Ambasciata di Germania e dall’Accademia Tedesca Roma – Villa Massimo e Goethe-Institut all’Istituto di Cultura Sud Coreana, dall’Ambasciata di Norvegia all’Istituto Cervantes, dal Teatro dell’Opera di Roma all’Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio, e poi Villa Medici – Accademia di Francia a Roma, MaXXI, Musica per Roma. «Quest’anno, ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il Festival avrà anche un evento nel nuovo Teatro Valle». Teatro che proprio a settembre 2026 tornerà ad alzare il sipario.
L’edizione 41 del Festival, «un invito a mettersi in ascolto e a guardare alla creazione artistica come a un’esperienza ancora viva e necessaria», come ha ribadito Fabrizio Grifasi, partirà l’8 e il 9 settembre con un doppio opening all’Auditorium Conciliazione, affidato alla coreografa Sofia Nappi, fondatrice di KOMOCO, che presenterà in prima italiana «Chora – il vuoto dell’origine», e alla compositrice Caterina Barbieri, protagonista di un progetto co-commissionato con la Philharmonie de Paris e presentato in prima italiana. Se il coreografo Boris Charmatz con il suo nuovo solo «Muette» annuncia «una danza che tuona silenziosissima», l’inglese Ben Duke reinventa Amleto come un antieroe contemporaneo in uno spettacolo che si interroga sul senso della vita intrecciando danza, teatro, stand-up e ironia.
Lo sguardo del Festival si apre quindi a lavori rivolti a generazioni e pubblici differenti. Si inserisce in questo orizzonte anche Collectif XY al Festival con «Le pas du monde», dove corpi di acrobati diventano paesaggi in trasformazione in un rito collettivo che celebra la fragilità e la forza della comunità. Con gli artisti del Groupe Acrobatique de Tanger, eredi della tradizione acrobatica marocchina, con la regia di Raphaëlle Boitel, invece, il gesto diventa danza. Tra gli appuntamenti più attesi, il 24 e 25 ottobre, l’incontro con il regista e compositore sudcoreano Jaha Koo che debutta al Romaeuropa Festival con «Haribo Kimchi». In un tipico chiosco di street food coreano, sapori e suoni si fanno materia scenica per un viaggio tra memoria e appartenenza.
Torna al Festival Romeo Castellucci, in prima nazionale con il nuovo spettacolo «Faust. Fatto, non detto», radicale esperienza scenica che indaga la figura dell’artista, tra condanna e redenzione, realtà e visione. Al MaXXI, «Miasma», video installazione della regista Giorgina Pi, realizzata a Makronisos, e proiettata dal 13 al 15 ottobre, attraverso immagini, suoni e frammenti di testo interrogherà le tracce depositate dalla violenza della storia. La regista sarà anche al Teatro Vascello con «Lemnos», una rilettura della figura di Filottete in chiave femminile. La musica internazionale si fa spazio nell’agenda di Romaeropa anche con Thomas Enhco per la prima nazionale di «The Köln Concert» di Keith Jarrett, mentre tra gli appuntamenti più attesi c’è il teatro musicale di Vinicio Capossela, protagonista, il 3 e 4 ottobre, con «E morte non avrà dominio», ballad opera liberamente tratta dalla vita di Renato Striglia e dall’opera del poeta Dylan Thomas, con quindici canzoni inedite. Un manifesto poetico, che lo stesso cantautore descrive come «contro la cultura della morte e in celebrazione della forza irriducibile della vita».
Infine, con ULTRA REF; Romaeuropa torna a trasformare La Pelanda del Mattatoio (grazie ad Azienda Speciale Palaexpo e a Fondazione Mattatoio) in un festival nel festival. In questo spazio dedicato alla creatività emergente prendono forma le proposte più ibride. «Blow Up percussion», un percorso musicale itinerante dedicato a Steve Reich, trasformerà l’ascolto in un’esperienza in movimento. Il corpo femminile e la sua rappresentazione saranno invece al centro di «CAN CAN», spettacolo nato dall’incontro tra il regista Giovanni Ortoleva e l’attrice Irene Mantova. Il 17 e 18 ottobre «La luce», installazione audiovisiva site-specific ispirata alla partitura omonima di Giuseppe Chiari, ne rilegge in chiave contemporanea la ricerca minimalista attraverso un dialogo tra suono, silenzio, luce e buio. Anche questa 41ma edizione del Romaeuropa Festival si avvale della sezione REF Kids & Family, a cura di Stefania Lo Giudice, che rinnova la sua proposta di musica, teatro e nuovo circo dedicata al giovane pubblico, articolata in tre weekend di spettacoli e attività gratuite anche grazie al prezioso sostegno di Fondazione Roma.
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