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Graziella Melania Geraci
Leggi i suoi articoliAl Parco Archeologico di Ercolano non si scava dagli anni ’80 e ora finalmente, dopo i mesi di chiusura forzata, si riprende la ricerca e lo si fa in una zona fondamentale, l’antica spiaggia a ridosso della quale furono ritrovati gli scheletri degli antichi ercolanesi.
«L’antica spiaggia sarà messa a secco, afferma Francesco Sirano direttore del Parco, togliendo l’acqua e scavando siamo certi di trovare qualcosa. Il luogo tornerà a essere praticabile. Attualmente si cammina su una passerella sospesa su un piccolo laghetto che manteniamo a un livello bassissimo con delle pompe, una volta prosciugato ci sarà un percorso libero verso la Villa dei Papiri la cui area sarà oggetto di restauro e di sistemazione per poter essere visitabile».
Numerose altre le novità come le due importanti mostre annunciate da tempo e rimandate a causa del Covid: una mostra sui mobili e sui reperti lignei si terrà nella Reggia di Portici, mentre nell’Antiquarium del Parco quella sul cibo e l’alimentazione è programmata per la fine dell’anno.
Saranno circa 200 reperti per ogni esposizione con elementi pregiati e mai esposti prima come una piccola barca di pescatori, trovata nell’area della Villa dei Papiri, e restaurata proprio in previsione di questo evento, e un cassonettato policromo il cui legno è ancora integro, non bruciato, appartenente al soffitto del salone della Casa del Rilievo di Telefo.
Nel prossimo futuro previsti anche i restauri di alcune domus oggi chiuse al pubblico: la Casa dell’Atrio a Mosaico, la Casa del Colonnato Tuscanico, dell’Apollo Citaredo, del Mobilio Carboni

Una veduta generale dell'antica spiaggia di Ercolano. Foto: Graziano Tavan
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