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Dennis Oppenheim, «Canceled Crop», 1969 (particolare)

Foto courtesy di Montrasio Arte, Monza, Milano, Piacenza

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Dennis Oppenheim, «Canceled Crop», 1969 (particolare)

Foto courtesy di Montrasio Arte, Monza, Milano, Piacenza

Sulla soglia di una cascata: a Monza il dialogo storico tra Oppenheim e Matta-Clark

Da Montrasio Arte un’esposizione dedicata ai due giganti della Land Art ricostruisce con documenti, fotografie e un contributo filmato un momento cruciale della storia dell'arte del secondo Novecento 

Arianna Scinardo

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Un taglio di circa sessanta metri eseguito con una motosega sulla superficie ghiacciata di un lago: un gesto radicale che vede l’arte come parte integrante di un processo naturale, destinato a svanire con il primo sole della primavera.

Dal 4 maggio al 26 giugno 2026, la storica sede di Montrasio Arte a Monza inaugurerà «Sulla soglia di una cascata, tagliando il ghiaccio», un’esposizione di rilievo internazionale che celebra l'eredità di Dennis Oppenheim (1938-2011) e Gordon Matta-Clark (1943-78), due pionieri della ricerca artistica che hanno saputo riscrivere i canoni della scultura del secondo Novecento. Frutto di un’accurata ricerca filologica condotto dalla galleriai n collaborazione con il Dennis Oppenheim Estate e l'Estate of Gordon Matta-Clark, la mostra propone un viaggio attraverso l’evoluzione estetica e concettuale dei due artisti statunitensi in un dialogo serrato tra i loro lavori più significativi, dagli esordi fino al 1978, anno della prematura scomparsa di Matta-Clark.

Per comprendere la portata storica di questo incontro occorre risalire all'inverno del 1969 presso la Cornell University di New York. In occasione della storica mostra «Earth Art» (curata da Thomas W. Leavitt e Willoughby Sharp), nove artisti, tra cui Robert Smithson, Richard Long e lo stesso Oppenheim, furono invitati a confrontarsi con materiali rintracciabili in situ. Fu l'atto di nascita ufficiale di un'estetica antiforma, un’arte apparentemente disordinata e antimonumentale, posta in netto contrasto con il rigore geometrico della Minimal Sculpture di quegli anni. In questo clima di rottura, il giovane studente Gordon Matta-Clark si ritrovò ad affiancare Oppenheim nella realizzazione di una delle opere più radicali del gruppo: «Beebe Lake Ice Cut». Originariamente concepito per coinvolgere anche il pendio circostante, il progetto fu sintetizzato da Oppenheim in un unico, drastico gesto: un taglio profondo sulla superficie ghiacciata del lago, proprio in prossimità della cascata.

Il cuore del progetto espositivo risiede dunque nel racconto di questa collaborazione straordinaria che si configura come un vero e proprio archivio vivente. I visitatori avranno l'occasione di visionare il documento filmato originale che ritrae i due artisti al lavoro, intenti a spingere i blocchi di ghiaccio oltre il precipizio con l'ausilio di comuni strumenti come rastrelli e scope di saggina. Un’azione effimera e profondamente simbolica, che u già preannunciava quella poetica della sottrazione e del taglio che avrebbe reso Matta-Clark celebre in tutto il mondo. Montrasio Arte racconta così un legame storico suggellato da quel primo, radicale intervento sul ghiaccio: una collaborazione che ha segnato un punto di non ritorno nella comprensione dell'opera d'arte come azione, processo e confronto diretto con la natura. Ad accompagnare il pubblico sarà  inoltre disponibile una pubblicazione curata da Alberto Salvadori e Azalea Seratoni, anticipazione del volume monografico previsto per settembre 2026.

 

Gordon Matta-Clark, «Office baroque», 1977, C-print, 80x60 cm. Foto courtesy di Montrasio Arte, Monza, Milano, Piacenza

Dennis Oppenheim, «Canceled Crop», 1969, fotografia a colori, fotografia in bianco e nero, mappa topografica, montate su supporto museale, 150×305 cm. Foto courtesy di Montrasio Arte, Monza, Milano, Piacenza

Arianna Scinardo, 03 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

Sulla soglia di una cascata: a Monza il dialogo storico tra Oppenheim e Matta-Clark | Arianna Scinardo

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