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Egon Schiele, Danaë

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Egon Schiele, Danaë

Sotheby’s, a Londra è il momento della Lewis Collection: riflettori puntati sul «caso» Schiele

Con il 62% delle opere dell'artista austriaco vendute sopra le stime massime dall'inizio dell'anno, la prudente valutazione di 12-18 milioni di sterline scelta per la «Danaë» punta a innescare una gara al rialzo nella sessione serale della maison

Questa sera i riflettori del mercato globale dell'arte sono puntati su Londra, dove Sotheby’s porterà in asta la Lewis Collection. Con un catalogo di 48 opere appartenute al miliardario Joe Lewis e a sua figlia Vivienne, la raccolta ha una valutazione complessiva che supera i 200 milioni di sterline. Se le stime della vigilia verranno confermate, la vendita stabilirà il nuovo primato per la collezione di un unico proprietario più cara mai offerta in Europa, superando il record di 101 milioni di sterline stabilito lo scorso settembre dalla collezione di Pauline Karpidas.

Il catalogo comprende capolavori di livello museale, a partire da un monumentale nudo di Amedeo Modigliani (Nu assis au collier, del 1917) stimato oltre 45 milioni di sterline – la cifra più alta mai assegnata a un'opera dell'artista livornese in Europa – fino alla celebre scultura in bronzo e tulle di Edgar Degas, Petite danseuse de quatorze ans, valutata tra i 18 e i 25 milioni. Accanto a loro figurano nomi del calibro di Gustav Klimt, Lucian Freud, Francis Bacon e Pablo Picasso, quest'ultimo presente con un nucleo di ben sette opere guidato dal lirico ritratto di Dora Maar, Buste de femme (1938), stimato 12-18 milioni.

In questo contesto di cifre record, l'attenzione di analisti e appassionati è rivolta in modo particolare alla Danaë di Egon Schiele, un olio su tela scuro e cangiante, dipinto nel 1909, quando l'artista aveva appena diciannove anni. Dietro la stima attuale di 12-18 milioni di sterline si cela infatti una complessa vicenda di mercato che risale al maggio del 2017.

All'epoca il dipinto venne annunciato come il lotto principale dell'asta serale di arte impressionista e moderna di Sotheby’s a New York, presentandosi al pubblico con una valutazione monumentale tra i 30 e i 40 milioni di dollari. Tuttavia, a pochissimi minuti dall'apertura delle offerte, l'opera venne bruscamente ritirata dal mercato. Tra gli addetti ai lavori si ipotizzò che non vi fosse un interesse sufficiente a coprire una cifra così elevata, spingendo il conferente a fare un passo indietro. Una lettura confermata in quei giorni dal mercante parigino Christian Ogier, secondo il quale la tela era un ottimo dipinto se accostato allo stile del maestro Gustav Klimt, ma non altrettanto incisivo per gli standard espressivi e maturi a cui Schiele ha abituato i collezionisti.

A distanza di anni da quel passaggio a vuoto a New York, la scelta di riproporre l'opera a Londra con una stima ridotta del 60% (pari a circa 16-24 milioni di dollari) risponde a una precisa strategia di riposizionamento. La cautela di Sotheby’s punta a innescare una gara al rialzo in sala, facendo leva su un momento particolarmente favorevole per l'artista austriaco. Secondo i dati dell'Artnet Price Database, sui 22 lavori di Schiele passati all'asta dall'inizio dell'anno, ben il 62% ha superato le stime massime di partenza. Accadrà anche questa sera?

Camilla Sordi, 24 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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