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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliUna delle composizioni scultoree più celebri e apprezzate della storia dell'arte fa eccezionalmente la sua comparsa all'asta, da Sotheby's, a Londra. Compare sul mercato per la prima volta dopo quasi un secolo e mezzo, con una stima che oscilla tra i 2 e i 3 milioni di sterline, il cosiddetto Laocoonte Hamilton, una monumentale fusione in bronzo a grandezza naturale eseguita a Parigi nel 1817 dallo scultore Auguste-Jean Marie Carbonneaux.
Il gruppo scultoreo originale, il marmo antico rinvenuto a Roma nel 1506 nei pressi della Domus Aurea di Nerone, vive di una tradizione quasi leggendaria. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, la definì l'opera d'arte più degna di ammirazione tra tutte quelle prodotte dalla pittura e dalla scultura. Al momento del suo scavo, tra i testimoni oculari inviati da Papa Giulio II figurava un giovane Michelangelo Buonarroti, che parlò del Laocoonte come di un singolare miracolo dell'arte. Anche a livello tematico la materia è epica. L'opera coglie infatti il momento culminante del racconto virgiliano dell'Eneide: il sacerdote troiano Laocoonte, colpevole di aver tentato di svelare l'inganno del cavallo di legno lasciato dai Greci, viene punito dagli dei protettori di Atene. Avvinghiato insieme ai due figli dalle spire di enormi serpenti marini emersi dalle acque, il sacerdote è ritratto nell'istante del massimo strazio fisico e spirituale, un'agonia che la scultura traduce in tensione muscolare e dinamismo compositivo.
Riprodurre in bronzo e a grandezza naturale una struttura così complessa, caratterizzata da vuoti profondi, arti protesi e linee aggrovigliate, ha sempre rappresentato una sfida tecnica quasi insormontabile. Fino al momento della realizzazione del bronzo Hamilton, si contavano soltanto tre versioni a grandezza naturale sopravvissute. Parte della difficoltà, inoltre, era anche pratica. Viaggiare, e raggiungere Roma, non era certo facile come oggi; una volta arrivati, il tempo da passare a tu per tu con la statua non era molto, o comunque non sufficiente per assimilare tutte le informazioni necessarie a riprodurlo, avendo a disposizione solo i limitati strumenti dell'epoca.
The Hamilton Laocoön
The Hamilton Laocoön
L'opportunità per Carbonneaux nacque così dalle vicissitudini storiche della fine del Settecento. Nel 1797, in seguito al Trattato di Tolentino, lo Stato Pontificio fu costretto a cedere il marmo del Laocoonte ai francesi. Trasferito a Parigi all'interno del Musée Napoléon, l'originale rimase nella capitale francese fino al 1815, anno della sua restituzione al Vaticano. In quel lasso di tempo, prima che l'opera lasciasse la Francia, venne ricavato un calco in gesso direttamente dal marmo antico.
Carbonneaux sfruttò questo modello per avviare una complessa operazione di fusione durata diversi anni, impiegando la tecnica della colata in sabbia, un procedimento all'avanguardia per l'epoca che sostituiva il più fragile metodo della cera persa. La formatura in sabbia permetteva di gestire volumi monumentali con maggiore precisione e di preservare la matrice originaria. Il risultato fu un'opera che coniugava l'esattezza filologica della copia neoclassica con l'autonomia espressiva del grande bronzo d'inizio Ottocento. Un'impresa che valse a Carbonneaux la medaglia d'oro dell'Institut de France.
Il bronzo fu commissionato originariamente dal collezionista britannico George Watson Taylor tramite il mercante d'arte Alexis Delahante per la cifra, allora astronomica, di duemila sterline. Da quel momento, il Laocoonte Hamilton attraversò le più importanti collezioni nobiliari del Regno Unito, registrando ripetuti passaggi in asta che fecero notizia sulla stampa dell'epoca. Nel 1821 fu acquistato dall'eccentrico e colto William Beckford per la sua monumentale Fonthill Abbey; due anni dopo passò al duca di Buckingham e Chandos, che lo espose nella North Hall di Stowe House. Nel 1848, la scultura venne infine acquistata per la collezione dei duchi di Hamilton, rimanendo nella loro residenza scozzese fino alla celebre vendita del palazzo nel 1882. Successivamente entrato nella proprietà della famiglia di Thomas Merthyr Guest nel Dorset, il bronzo è rimasto per discendenza nella stessa collezione privata fino ad oggi.
Prima dell'asta del primo luglio, che anticiperà la sessione serale dedicata agli Old Masters, il Laocoonte di Carbonneaux sarà esposto al pubblico nelle gallerie di Sotheby’s a Londra dal 27 giugno.
The Hamilton Laocoön
The Hamilton Laocoön
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