Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Rappresentazione di un cavallo (settore 5), in cui il limite del conglomerato funge da linea di base per la figura

Crediti: Vergès Bosch & Salas-Altès, «Antiquity» (2026)

Image

Rappresentazione di un cavallo (settore 5), in cui il limite del conglomerato funge da linea di base per la figura

Crediti: Vergès Bosch & Salas-Altès, «Antiquity» (2026)

Scoperte 280 incisioni dell’era glaciale in una grotta catalana: nessuno le aveva notate per decenni

Nella Cova de la Font Major i ricercatori hanno individuato incisioni rupestri risalenti al Paleolitico, tra cui 55 raffigurazioni animali e numerosi segni astratti: sono i risultati dello studio pubblicato sulla rivista scientifica «Antiquity»

Giorgio Valentini

Leggi i suoi articoli

Un patrimonio artistico rimasto invisibile per migliaia di anni, nonostante fosse sotto gli occhi di migliaia di visitatori. Nella Cova de la Font Major, in Catalogna, Spagna, i ricercatori hanno individuato 280 incisioni rupestri risalenti al Paleolitico, tra cui 55 raffigurazioni animali e numerosi segni astratti. Una scoperta che porta la grotta al terzo posto per consistenza di arte parietale paleolitica nell’area mediterranea della penisola iberica.

I risultati dello studio, pubblicato il 5 novembre sulla rivista scientifica «Antiquity», ridisegnano il quadro delle manifestazioni artistiche preistoriche nella regione. Finora, infatti, la Catalogna era considerata un territorio marginale per l’arte paleolitica, con appena due figure animali documentate. Le nuove evidenze suggeriscono invece l’esistenza di una tradizione artistica autonoma nella penisola iberica nord-orientale, distinta da quella franco-cantabrica, storicamente più conosciuta.

Le incisioni comprendono cavalli, uri e composizioni di linee e forme geometriche. Molte raffigurazioni appartengono a fasi precedenti al Magdaleniano e costituiscono un riferimento importante per lo studio delle prime forme di espressione simbolica nell’area mediterranea occidentale.

Ancora più sorprendente è la storia della loro individuazione. La grotta, frequentata fin dal XII secolo e aperta al turismo dal 1993, è stata attraversata per decenni da esploratori e visitatori senza che nessuno riconoscesse le incisioni, scoperte dagli archeologi soltanto nel 2019. In alcuni casi, le pareti sono state persino deturpate da firme e date moderne.

Secondo gli studiosi, il ritrovamento mette inoltre in discussione le ipotesi sulla scarsa densità abitativa della Catalogna durante il Paleolitico superiore: la ricchezza del sito suggerisce una presenza umana ben più consistente di quanto immaginato. Una scoperta che invita a ripensare non soltanto la geografia dell'arte preistorica, ma anche le strategie di ricerca: l'assenza di testimonianze, sottolineano gli autori, non sempre coincide con un'effettiva assenza di opere.

Giorgio Valentini, 06 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

Giorgio Valentini

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Nell’ultimo aggiornamento sono stati aggiunti castelli medievali, dimore storiche, edifici in legno e paesaggi naturali, portando nuovamente l’attenzione sulle fragilità del patrimonio culturale britannico e sulle conseguenze dell’emergenza climatica

Su questo delicato equilibrio tra memoria e contemporaneità si concentra la XV Conferenza Internazionale di Cattedrali Europee, in programma il 12 e 13 novembre a Pisa con il titolo «Materia sacra. Le cattedrali tra committenza e conservazione»

Cuore dell'esposizione sono le testimonianze del processo creativo dello scultore, tra cui tre preziose cere rosse su ardesia, raffiguranti la nascita, lo sbarco della salma e la glorificazione di Nelson, presentate dopo un importante intervento di restauro conservativo

Prestiti di eccezionale rilievo nel 2027 porteranno a Londra il genio del Rinascimento attraverso 25 dipinti, la ricomposizione di polittici smembrati da secoli e manoscritti

Scoperte 280 incisioni dell’era glaciale in una grotta catalana: nessuno le aveva notate per decenni | Giorgio Valentini

Scoperte 280 incisioni dell’era glaciale in una grotta catalana: nessuno le aveva notate per decenni | Giorgio Valentini