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La contemporaneità nei luoghi del sacro: quale futuro per le cattedrali europee?

Su questo delicato equilibrio tra memoria e contemporaneità si concentra la XV Conferenza Internazionale di Cattedrali Europee, in programma il 12 e 13 novembre a Pisa con il titolo «Materia sacra. Le cattedrali tra committenza e conservazione»

Giorgio Valentini

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Le cattedrali sono luoghi in cui la storia continua a essere scritta. Non soltanto attraverso la conservazione di architetture e opere del passato, ma anche grazie alla possibilità di accogliere nuovi linguaggi e interpretazioni del sacro. È proprio su questo delicato equilibrio tra memoria e contemporaneità che si concentra la XV Conferenza Internazionale di Cattedrali Europee, in programma il 12 e 13 novembre a Pisa, all’Auditorium G. Toniolo. Il titolo scelto per questa edizione, «Materia sacra. Le cattedrali tra committenza e conservazione», introduce una riflessione sul ruolo delle grandi istituzioni religiose nella produzione artistica di oggi.

A raccontare le possibilità di questo dialogo saranno esperienze provenienti da alcuni dei principali complessi monumentali europei. Dalla Sagrada Família di Barcellona, dove l’artista italiano Andrea Mastrovito ha vinto il concorso internazionale per la realizzazione dell’«Agnus Dei», opera destinata alla croce che corona la Torre di Gesù Cristo, alla Cattedrale di San Vito a Praga, con le nuove acquisizioni artistiche presentate da Peter Chotebor e Mario Barra. Mastrovito interverrà insieme a Mauricio Cortés, che illustrerà il progetto della Torre, mentre Ronalds Lüsis porterà la testimonianza della Cattedrale di Riga. Il confronto toccherà anche le esperienze di rigenerazione della Cattedrale di Coventry e i progetti di valorizzazione di Exeter, Córdoba e Modena.

Promossa dall’Opera della Primaziale Pisana e curata da Donatella De Bonis e Manuel Rossi, la conferenza guarda dunque alle cattedrali non come a patrimoni cristallizzati nel tempo, ma come a organismi culturali ancora capaci di produrre significati. Ogni nuova vetrata, scultura o intervento liturgico implica infatti scelte che chiamano in causa artisti, curatori e committenti, ma anche questioni di tutela e manutenzione.

Un tema particolarmente significativo per Pisa, dove l’Opera ha recentemente istituito una Commissione per l’Arte Contemporanea con l’intenzione di affiancare alla propria storica attività di conservazione un rinnovato ruolo di committente. Ne fanno parte, tra gli altri, Micol Forti, Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, Flavio Fergonzi, Stefano Collicelli Cagol e l’artista Gianni Lucchesi. Parisi presenterà l’esperienza del Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia 2024, mentre Fabrizio Capanni, del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, approfondirà le recenti committenze artistiche della Santa Sede.

Articolata in tre sessioni dedicate al rapporto tra arte e sacro, alla commissione di nuove opere e alle sfide della conservazione, la due giorni pisana si propone così come un’occasione di confronto su una questione centrale: come fare in modo che le opere del presente diventino parte consapevole del patrimonio del futuro? Un dialogo internazionale che, giunto alla quindicesima edizione, conferma la necessità di pensare la tutela non soltanto come salvaguardia dell’eredità ricevuta, ma anche come responsabilità verso ciò che ancora deve essere creato.

La conferenza si svolgerà in presenza e in streaming gratuito sulla piattaforma GoToWebinar, previa iscrizione.

Giorgio Valentini, 05 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

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