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Rosalba Cignetti
Leggi i suoi articoliUna statua in marmo risalente al V secolo a.C. è stata scoperta sull’isola di Mozia, oggi San Pantaleo, nella laguna dello Stagnone di Marsala. Il ritrovamento è avvenuto nell’Area K, antica zona di produzione ceramica, durante gli scavi condotti dall’Università di Palermo in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni culturali di Trapani.
Alta 72 centimetri, la statua rappresenta una figura femminile in movimento, avvolta in un chitone e un himation. Mancante della parte superiore, ha ben visibili i fori di tenoni metallici, segno di una realizzazione in più blocchi. È stata rinvenuta lungo il bordo di una vasca destinata alla lavorazione dell’argilla, in una posizione che fa pensare a una deposizione intenzionale, forse legata all’assedio di Mozia da parte di Dionisio di Siracusa nel 397 a.C.
La statua è in stile greco e mostra caratteristiche tipiche della scultura tardo-arcaica: drappeggi fluidi, postura dinamica e lavorazione del marmo secondo tecniche avanzate, testimoniando la presenza o la circolazione di modelli greci all’interno della colonia fondata dai Fenici. E il fatto che sia stata trovata all’interno di un’officina punica rende il ritrovamento un segno tangibile del dialogo culturale tra civiltà. A Mozia non si registravano scoperte monumentali di questa portata da diversi decenni. Dopo i celebri ritrovamenti dell’Efebo (1955) e del Giovinetto (1979), la ricerca si era concentrata su materiali ceramici e strutture legate alla vita quotidiana. Questa nuova scoperta rilancia Mozia come sito chiave per comprendere la complessità culturale del Mediterraneo antico. «Una scoperta importante che testimonia, ancora una volta, quanto la Sicilia sia stata nei secoli un crocevia di civiltà», ha dichiarato l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato. La scoperta ha dunque un valore sia artistico che storico: una rara testimonianza di arte greca in un insediamento punico, che apre nuove prospettive sulle dinamiche culturali, economiche e politiche della Sicilia del V secolo a.C.
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