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Scaramouche presenta «Sharing the Flame», mostra collettiva che riunisce artisti internazionali di diverse generazioni. L’esposizione esplora dialogo culturale, collaborazione e condivisione attraverso pittura e scultura
- Redazione GdA
- 24 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Installation view «Sharing the Flame», fino al al 16 aprile 2026, Scaramouche, Milano.
Scaramouche «condivide la fiamma» dell’arte a Milano
Scaramouche presenta «Sharing the Flame», mostra collettiva che riunisce artisti internazionali di diverse generazioni. L’esposizione esplora dialogo culturale, collaborazione e condivisione attraverso pittura e scultura
- Redazione GdA
- 24 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Redazione GdA
Leggi i suoi articoliFino al 16 aprile, Scaramouche presenta «Sharing the Flame», mostra collettiva che riunisce artisti di diverse generazioni e provenienze geografiche in un percorso espositivo volto a promuovere incontro, collaborazione e scambio culturale. L’esposizione offre al pubblico un’ampia panoramica di linguaggi e sensibilità artistiche, mostrando come l’arte possa oltrepassare confini geografici e culturali e affermarsi come terreno comune di dialogo e riconoscimento reciproco.
«Sharing the Flame» propone una pluralità di sguardi che, nel loro confronto, generano una forma di unità simbolica: una «fiamma condivisa» che attraversa segni, materiali e poetiche differenti. Il titolo richiama metaforicamente l’idea di continuità, passaggio e condivisione, elementi che caratterizzano anche i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, evento a cui la mostra si ispira come riflessione sui valori universali dello sport e della cooperazione.
La selezione degli artisti comprende figure di rilievo della scena internazionale, tra cui Yayoi Kusama, Roy Lichtenstein, Anselm Kiefer, Alighiero Boetti e Louise Nevelson, insieme a numerosi protagonisti dell’arte del Dopoguerra e contemporanea provenienti da Europa, Stati Uniti, Asia, Medio Oriente e America Latina. Tra i partecipanti figurano inoltre Lucio Fontana, Cy Twombly, Andy Warhol, Keith Haring, Jannis Kounellis, Mario Ceroli, Francesco Clemente, Luigi Ontani, Giò Pomodoro, Ed Ruscha, Damien Hirst, Julio Le Parc, Sebástian Matta e Aref El Rayess, con un percorso espositivo che comprende pittura e scultura.
Con questa iniziativa, Scaramouche intende sottolineare l’arte come spazio di relazione e condivisione, capace di generare connessioni autentiche e durature anche in contesti segnati dalla frammentazione culturale e sociale. La mostra invita a osservare come differenti visioni artistiche possano entrare in dialogo, evidenziando il potenziale dell’arte come strumento di incontro e comunicazione tra culture diverse.