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Il complesso di San Domenico a San Gimignano durante i lavori di riqualificazione

Courtesy di Opera Laboratori

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Il complesso di San Domenico a San Gimignano durante i lavori di riqualificazione

Courtesy di Opera Laboratori

San Gimignano si riappropria del Convento di San Domenico

Inaccessibili dal Trecento, i 7mila metri quadrati del complesso, recuperati grazie alla società ExCelle, ospiteranno musei e spazi di relazione

Elena Franzoia

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In un’intervista rilasciata a «Il Giornale dell’Arte» nel gennaio 2022, l’imprenditore genovese Beppe Costa, presidente e amministratore delegato di Opera Laboratori, esprimeva la volontà di differenziare le attività societarie attraverso progetti di ambito turistico-culturale. Citava l’allora da poco inaugurato hub L’Oro di Montalcino, realizzato nel complesso ex conventuale di Sant’Agostino della cittadina produttrice del celebre Brunello, cui è seguito nel 2024 Chianti Origo nelle ex Cantine Ricasoli di Gaiole in Chianti. Entrambi i progetti sono stati sviluppati in stretta collaborazione con le amministrazioni pubbliche e altri stakeholder locali. Stella cometa di questa costellazione di spazi nel territorio senese è destinata a diventare ExCelle, ambiziosa rigenerazione del grande complesso ex conventuale di San Domenico a San Gimignano. Si tratta di uno dei primi casi italiani di «federalismo culturale demaniale» e di project financing applicato al patrimonio culturale, che vede interagire Opera Laboratori, vincitore di una gara nel 2019, Regione Toscana e Comune di San Gimignano, proprietari del complesso dal 2011. Finalità è «fare del complesso uno strumento per la riscoperta di peculiarità culturali e produttive tipiche di San Gimignano e del territorio toscano e un punto di snodo per la fruizione e valorizzazione della città sotto il profilo turistico e culturale». L’investimento sostenuto da Opera è di 25 milioni di euro, che le garantiranno una concessione di 69 anni pur perdurando la proprietà pubblica del bene. Il progetto architettonico porta la firma dello studio fiorentino ArDeMo di Marco G.L. Paolieri, mentre per la realizzazione è stata scelta la ditta Setten Genesio di Oderzo (Treviso), che vanta i cantieri del Ponte di Rialto a Venezia e della Manifattura Tabacchi a Firenze. Iniziati il 29 gennaio 2024, i lavori si prevede termineranno nella primavera del 2027. Responsabile per il Comune di San Gimignano è il dirigente Settore Servizi alla Cultura e alla Persona Valerio Bartoloni

Il complesso di San Domenico durante i lavori di riqualificazione. Immagine courtesy Opera Laboratori

«Si tratta di un’area molto vasta, afferma il presidente della Regione Eugenio Giani, che con i suoi 16mila metri quadrati di superficie interessa un decimo di tutto il centro storico. Quando era convento ci venivano Girolamo Savonarola e Dante, in seguito fu carcere e venne poi abbandonato a partire dal 1995. Ora diventerà un complesso polifunzionale con una capacità di attrazione pari a quella delle celebri torri». Fondato dall’Ordine Domenicano nel XIV secolo il complesso, che presenta una superficie costruita di circa 7mila metri quadrati, mantenne la funzione conventuale fino al 1787, diventando carcere dal 1833 al 1995 e subendo quindi profonde trasformazioni. Si compone di un corpo principale interno alle mura, che costituisce la parte più antica, e di una esterna che ospitava gli alloggi di servizio della prigione e comprende un vasto e antico sistema di orti, documentati fin dal Trecento, e grotte ipogee. Sorto sul sedime di un’antica chiesa e frutto di successivi ampliamenti, il complesso si sviluppa attorno a un vasto chiostro centrale di notevole pregio estetico. Il sindaco Andrea Marrucci mette in particolare evidenza il valore simbolico e collettivo del progetto di «risanamento e valorizzazione», ribadito dal nome ExCelle, che restituisce alla fruizione pubblica un luogo da sempre caratterizzato dalla chiusura rispetto alla città: «Se ci fosse una parte della vostra casa a cui non avete mai avuto accesso, sarebbe strano no? Ecco, è quello che è successo con San Domenico, afferma. ExCelle è un progetto culturale, urbanistico e sociale insieme. Di particolare interesse sono non solo la vastità della superficie, ma anche la posizione del complesso, che costituisce la parte meridionale interna alla prima cerchia di mura di uno dei tre assi che definiscono lo sviluppo urbano del centro storico di San Gimignano, dal 1990 patrimonio Unesco». Tra le principali destinazioni d’uso il nuovo hub promette spazi museali e un Digital Art Museum (localizzato nelle grotte ipogee) con installazioni immersive, un’area eventi all’aperto nell’ex ora d’aria con capienza di 2mila posti, spazi per convegni, mostre e attività associative, percorsi panoramici (come il recupero dell’ex camminamento di ronda) e nuovi spazi pubblici di relazione, oltre a una struttura ricettiva con 70 posti letto (ricavati nelle ex celle del convento), una residenza d’epoca, botteghe artigianali e aree dedicate ad AgriFood, AgriBar e ristorazione con prodotti a filiera corta, che valorizzino le specificità del territorio. Le attività ricettive si attestano al 22% della superficie lorda (dato quindi inferiore al limite del 35% previsto dalla legge) allo scopo di non compromettere la fruizione pubblica e l’interesse paesaggistico del bene. Tra le positive ricadute per la città rientra ovviamente la creazione di nuovi posti di lavoro.

Il progetto comprende anche la realizzazione del parco tematico pubblico Orti di San Domenico con specie botaniche locali nell’area degli antichi orti e di un grande parcheggio nella zona di Fugnano, situata nella parte settentrionale della città esterna al centro storico. La realizzazione di entrambi sarà finanziata da Comune e Regione; la gestione del parco sarà affidata a Opera Laboratori.

Il complesso di San Domenico durante i lavori di riqualificazione. Immagine courtesy Opera Laboratori

Elena Franzoia, 31 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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