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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliIn Spagna, nei Paesi Baschi, il Comune di Getxo promuove da quattro anni un ambizioso e lungo progetto di restauro che mira a riabilitare il complesso architettonico delle Galerías Punta Begoña, simbolo dello splendore economico della borghesia industriale dell'inizio del Novecento, situato in un’area di notevole interesse geologico e archeologico che conserva ancora tracce del suo utilizzo come fortezza che proteggeva l’accesso a Bilbao nel XVII secolo. Ne scrive la giornalista Lucía Bohórquez, in un lungo articolo pubblicato sul sito del quotidiano spagnolo «El País».
Le gallerie furono costruite nel 1921 su commissione dell'imprenditore di Bilbao Horacio Echevarrieta, grande esponente dell'oligarchia industriale della Biscaglia. Echevarrieta possedeva un piccolo palazzo a Getxo, località che tradizionalmente ospitava le vacanze estive di gran parte della borghesia industriale della provincia. Le autorità locali lo avvertirono che doveva porre rimedio alle continue cadute di massi che precipitavano dalla sua villa sul lungomare di Ereaga: così, per la costruzione del muro di contenimento sulla scogliera incaricò l’architetto Ricardo Bastida. Trasformate in un monumento d’avanguardia, Echevarrieta utilizzò queste gallerie per il divertimento della propria famiglia, una sorta di estensione dei giardini del palazzo che sorgeva sopra, mentre nell’enorme salone sul mare riceveva autorità e imprenditori. Lo scoppio della guerra civile ne spense lo splendore.
L’obiettivo del progetto è quello di trasformare questo complesso nel fulcro delle attività culturali e civiche del Comune, utilizzandolo per eventi culturali e musicali proprio mentre vengono eseguiti i lavori di restauro, che dovrebbero concludersi nel 2032.
Mentre i lavori procedono, il Comune, per far conoscere questo luogo, vi organizza visite guidate per tre giorni alla settimana. Adagiate su una scogliera, le fondamenta delle gallerie sono incastonate nel «flysch» costiero, una formazione geologica in cui si alternano strati duri e morbidi che conferiscono alle rocce un aspetto che ricorda quello delle sfoglie di un dolce e che è diventata famosa alcuni anni fa dopo essere stata un’importante location per diversi episodi della serie «Il Trono di Spade».
I complessi lavori di restauro hanno anche portato alla scoperta di un sito preistorico risalente a 4.800 anni fa in quelli che un tempo erano i giardini della casa di Echevarrieta, dove i ricercatori hanno documentato resti che corrispondono a un insediamento temporaneo delle prime popolazioni che cominciarono a uscire dalle caverne nel Calcolitico.
Nei prossimi mesi la sfida immediata sarà quella di ristrutturare l’enorme salone affacciato sul mare, una stanza che porta il peso della storia sulle sue pareti, poiché era pieno di iconografia franchista risalente al periodo in cui la sala era utilizzata come sala da pranzo dell'Auxilio Social (organizzazione di soccorso umanitario esistita in Spagna durante la guerra civile spagnola e, appunto, la dittatura franchista), immagini che sono state coperte nel corso degli anni con scritte di protesta e graffiti nelle pareti lasciati da chi si intrufolava nel luogo.
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