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Leggi i suoi articoli«All’epoca l’architetto Cirilli, il padre di tutte le opere della zona, dal Monumento alla scalinata fino al mare, si impuntò contro la decisione del Genio civile (di usare i mattoni, Ndr), imponendo l’uso della pietra bianca. La stessa che oggi, dopo due anni e mezzo di delicato restauro, abbiamo usato per regalare alla città, e non solo, quest’opera».
Così Stefano Capannelli, al vertice della direzione Lavori pubblici del Comune di Ancona, si è espresso durante il taglio del nastro del restauro della Scalinata del Passetto del capoluogo regionale marchigiano. Il 19 settembre prossimo sarà inaugurato il sistema illuminotecnico creato da iGuzzini, visibile dal mare con un suggestivo gioco di luci.
Il progetto del recupero risale al periodo subito dopo il Covid dalla giunta Mancinelli che ha avviato i lavori, passando poi le consegne all’amministrazione Silvetti: un esempio di politica bipartisan. Così ha commentato l’assessore ai Lavori pubblici, Stefano Tombolini: «Questo è un giorno di gioia che vogliamo condividere e che unisce le due amministrazioni. Noi abbiamo aggiunto una tacca alla cinta, ma la cinta non solo la nostra, ma anche di chi ci ha preceduto e a noi spetta l’onore di inaugurarla. In più abbiamo anche rispettato i tempi e questo è merito di tutti, in primis i tecnici e la ditta incaricata. Grazie per la pazienza dimostrata dai cittadini nonostante i disagi provocati dal cantiere».
Un bando ministeriale ha ammortizzato buona parte dei 2 milioni di euro serviti per riqualificare il monumento. L’ingegner Capannelli ha così riassunto le fasi storiche di costruzione della struttura: «Un’opera complessiva iniziata con il Monumento ai Caduti negli anni ’20, poi la Scalinata fino al belvedere negli anni ’30 e poi, dopo la guerra, negli anni ’50, il tocco finale con la Scalinata che finisce al mare. Ecco perché assieme alla Soprintendenza abbiamo fatto di tutto per ritrovare la stessa tipologia di pietra usata nel secolo scorso».
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