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Erica Roccella
Leggi i suoi articoliI collezionisti di arte antica sono sempre più giovani. Lo dice a inizio anno il Brafa di Bruxelles, appena concluso, tra visitatori – ed espositori, tiene a specificare il presidente Klaas Muller – anche trentenni. Lo ribadisce in autunno Frieze Masters, a Londra, guidato peraltro dalla trentasettenne Emanuela Tarizzo, con l’interesse crescente (a tratti più aperto, trasversale) dei nuovi collectors – in contrasto con l’iper-specializzazione dei baby boomers. Nuova generazione in vista anche tra i booth maestosi del Tefaf, la fiera delle meraviglie di Maastricht, alle porte con la XXXIX edizione. E rafforza il quadro la major Sotheby’s, con un segnale eloquente: i contenuti con le migliori performance, su Instagram e TikTok – due canali notoriamente “giovani”, legati a Millennials e Gen Z – non riguardano le opere contemporanee, ma le nature morte dei vecchi maestri. La prova del nove arriva subito, con la vendita newyorkese di due capolavori di Claesz (stima 800.000-1,2 milioni di dollari ciascuna) e di una tela rarissima di Jan Jansz. den Uyl, il maestro di Amsterdam di cui Rubens possedeva almeno tre dipinti, ma che per secoli fu confuso con Heda e con Claesz (stima 2-3 milioni). All’alba delle aste di antico, ne abbiamo parlato con George Wachter, presidente di Sotheby’s per il Nord e il Sud America e co-presidente di dipinti antichi a livello mondiale.
Partiamo da una panoramica generale sulla salute del mercato dell’arte antica. Che cosa emerge, in casa Sotheby’s, dal bilancio 2025?
«Abbiamo registrato risultati solidi in tutte le nostre aste di Old Masters nel mondo lo scorso anno. Le vendite di Londra di dicembre, in particolare, hanno raggiunto uno dei totali più alti per una evening sale di Old Masters da Sotheby’s London negli ultimi cinque anni, ed è stata la seconda serie di vendite di Old Masters più importante a Londra dal 2019. Di fatto, i vecchi maestri continuano a risuonare sia tra i collezionisti di lunga data sia presso una nuova generazione di acquirenti: accanto a una base fedele di compratori estremamente competenti, stiamo osservando un rinnovato coinvolgimento di collezionisti che non partecipavano al mercato degli Old Masters da molto tempo e che oggi tornano a competere a livelli elevati. Questa espansione della base di acquirenti si riflette anche nella sala di Londra, dove quasi il 20% dei compratori della evening sale di Old Masters dello scorso dicembre era nuovo a Sotheby’s. Passando al 2026, le stime di questa stagione a New York sono significativamente superiori a quelle dello stesso periodo del 2025 e, soprattutto, il valore medio dei lotti è cresciuto in modo sensibile, evidenziando un chiaro spostamento verso opere di qualità e valore più elevati. Nel complesso, entriamo nel nuovo anno con un mercato che si può definire al tempo stesso resiliente e in evoluzione».
Tra i risultati più significativi dell’anno passato c’era anche la collezione Saunders, che ha fissato ben sette nuovi record d’asta – inclusa una natura morta di Luis Meléndez da $ 6,3 milioni…
«La collezione di Jordan e Thomas A. Saunders III è la più preziosa collezione di Old Masters mai venduta in un’unica asta. Tra i numerosi capolavori spiccava la Natura morta con cavolfiore di Luis Meléndez, che ha realizzato $ 6,3 milioni, stabilendo un nuovo riferimento per l’artista. Si tratta dell’unica opera conosciuta di Meléndez a raffigurare un cavolfiore, rendendolo una vera rarità all’interno della sua produzione, oggi estremamente ricercata. I Saunders la acquistarono nel 1999: ci eravamo recati a Montréal per una rara visione della celebre collezione Hornstein e, sul momento, decisero di acquistare una mezza dozzina di opere chiave, inclusa la loro assoluta gemma: il Meléndez, appunto».
Soffermiamoci proprio su questa categoria, le nature morte. Che cosa le rende così attrattive?
«Le nature morte continuano a esercitare lo stesso straordinario fascino sui collezionisti per la loro intimità senza tempo. A differenza delle grandi scene storiche o religiose, sono opere private e contemplative, pensate per essere vissute quotidianamente. Una natura morta non domina una stanza: premia uno sguardo prolungato. C’è poi la loro ricchezza concettuale. Sotto un’apparente semplicità si cela un linguaggio simbolico denso (vanitas, abbondanza, decadenza, desiderio, misura…) che resta sorprendentemente leggibile ancora oggi. Temi come il tempo, la mortalità, il consumo e il piacere materiale risuonano nel mondo contemporaneo così come al momento della loro esecuzione. Allo stesso tempo, il genere è sempre stato un banco di prova per la perizia artistica: la natura morta richiede un controllo eccezionale di texture, luce, trasparenza e superficie all’interno di una composizione rigidamente controllata».
Pieter Claesz, Still Life with Assorted Fruit, Including Wild Strawberries and Cherries in Two Porcelain Bowls. Courtesy of Sotheby’s
Questo stesso dato – il fascino inesauribile delle nature morte – si riscontra anche nei numeri dei social, con le migliori performance su Instagram e su TikTok che a sorpresa non riguardano le opere contemporanee, ma le nature morte antiche…
«Queste opere esercitano un fascino particolarmente forte sui collezionisti più giovani, attratti da lavori importanti, dotati di una storia e di una provenienza ricche. Come lei osserva, alcuni dei nostri post con le migliori performance su Instagram e TikTok sono dedicati a nature morte di Old Masters, che raccolgono milioni di like e interazioni. Dal punto di vista visivo appaiono in effetti sorprendentemente moderne: linee pulite, colori audaci su sfondi spesso minimalisti, un’attenzione agli oggetti della vita quotidiana, tavole sapientemente apparecchiate che sono diventate una vera e propria moneta culturale su Instagram».
Anche nella proposta newyorkese di febbraio salta all’occhio una selezione di nature morte dell’Età dell’Oro olandese, di qualità museale. Può anticiparci i tre lotti più attesi per questa categoria?
«Questa settimana proporremo un gruppo particolarmente forte di Old Masters, tra cui il Giovane leone a riposo di Rembrandt, uno dei più grandi disegni dell’artista apparsi all’asta in oltre mezzo secolo e tra i più importanti disegni di Old Masters giunti sul mercato in una generazione, nonché l’Ecce Homo di Antonello da Messina, un raro dipinto recto-verso e una vera rarità all’interno della già limitata produzione dell’artista. Offriremo inoltre la straordinaria collezione di Lester Weindling: un nucleo piccolo ma perfettamente calibrato di soli dodici lotti, rappresentativi del meglio dell’Età d’Oro olandese. A guidare la vendita è proprio la Natura morta con frutta assortita, tra cui fragoline di bosco e ciliegie in due ciotole di porcellana di Pieter Claesz, una delle opere più importanti dell’artista mai apparse all’asta, già nella collezione di Lady Bridget Maitland. Un altro capolavoro è la Scena di naviglio su mare calmo con molo a sinistra di Jan van de Cappelle, opera giovanile ed espressione emblematica della rara capacità dell’artista di trasformare le vedute marittime in studi meditativi di luce e acqua. Ancora, la Toebackje Still Life di Pieter Claesz, vale a dire l’unica opera conosciuta firmata con il nome completo dell’artista e considerata la più antica toebackje, o natura morta con strumenti per il fumo, che segna quindi la genesi di un genere che Claesz avrebbe poi definito. Dipinta agli inizi della sua carriera, rivela già la precisione tecnica che lo avrebbe consacrato come uno dei principali pittori di nature morte di Haarlem».
Chiudiamo con la natura morta di Jan Jansz. den Uyl, rarissima sul mercato. Anche in questo caso, le chiedo: qual è il motivo della sua contemporaneità?
«Il corpus sopravvissuto di Jan Jansz. den Uyl, enigmatico maestro di Amsterdam, conta poco più di una dozzina di dipinti. Databile intorno al 1633, nel momento di massima sperimentazione del suo linguaggio nella natura morta da banchetto, quest’opera rivela appieno la sua virtuosità tecnica e la sua poetica misura. Den Uyl registra ogni oggetto con una precisione quasi scientifica, dalle pieghe cascanti della tovaglia di damasco bianco alla scorza di limone arricciata. Le superfici metalliche della brocca in peltro e della tazza in argento dorato sono animate da un impasto spesso e da tocchi di colore carichi che catturano e rifrangono la luce. Sono tutti effetti che si apprezzano al meglio dal vivo, ovviamente, non possono essere colti pienamente in fotografia. Le texture increspate creano bagliori e riflessi che imitano la lucentezza del metallo lucidato, rivelando al contempo graffi, abrasioni e ammaccature — tracce d’uso che conferiscono alla scena un’immediatezza tattile straordinaria. È proprio questa combinazione di misura, intelligenza materica e presenza sensoriale a conferire all’opera la sua sorprendente risonanza contemporanea».
Pieter Claesz, Toebackje Still Life. Courtesy of Sotheby’s
Jan Jansz. den Uyl the Elder, Still Life with a Pewter Jug, an Overturned Tazza, Glassware Pewter Dishes, and Other Objects on a Tabletop. Courtesy of Sotheby’s
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