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Il nuovo Musée Fragonard a Parigi. Foto © Benjamin Chelly

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Il nuovo Musée Fragonard a Parigi. Foto © Benjamin Chelly

Parigi, tremila anni di storia del profumo nel quarto Musée Fragonard

Luana De Micco

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Parigi. È in rue Scribe, a due passi dall’Opéra Garnier, nei sotterranei di un ex teatro, l’Eden, tempio del divertimento nell’800, trasformato in velodromo e poi ancora in showroom per i mobili dell’inglese Maple & Co, che ha aperto il 12 settembre scorso il nuovo Musée du parfum Fragonard.
Il marchio fu fondato nel 1926 da un notaio parigino, Eugène Fuchs, a Grasse, capitale del profumo, che gli dette il nome del pittore del «Chiavistello» e de «Le Bagnanti», Jean-Honoré Fragonard, originario della città provenzale.
È il quarto museo Fragonard che apre in Francia. Uno è a Grasse, e gli altri due sono sempre a Parigi, e sempre in rue Scribe, dove nel 36 fu aperta la prima boutique parigina Fragonard. Tra tutti quest’ultimo è il più grande (1.200 metri quadrati) e riunisce 300 oggetti, tra flaconi, portacipria, bruciaessenze, di tutte le epoche, che provengono della collezione di famiglia. A iniziarla fu negli anni Cinquanta Jean-François Costa, padre di Agnès, Anne e Françoise, pronipoti di Fuchs, che hanno ripreso la gestione dell’azienda di famiglia. Oggi conta più di 1.200 pezzi, con alcuni oggetti preziosi come un bruciaprofumo appartenuto a Luigi XIVportacipria di epoca rinascimentale.
Si percorrono tremila anni di storia del profumo, dall’antichità ad oggi.
In un ambiente in penombra, l’architetto François Muracciole ha riprodotto una distilleria di profumo dei primi del 900 con gli alambicchi di rame, i boccali da farmacia e le travi di epoca Eiffel. In vetrina sono esposti un vasetto di pietra per kohl della Mesopotamia (3.000 a.C.) e un rasoio di bronzo del IV secolo a.C. ritrovato nella necropoli di Kerkouane, in Tunisia. Ci sono i flaconcini di porcellana Meissen e lapislazzuli fabbricati in Germania nel primo Settecento e un’ampia collezione di nécessaire da viaggio del XVIII secolo in pelle trapuntata d’oro, cristalli, pietre preziose, e con inserti di avorio. Un flaconcino inglese in porcellana a forma di cigno della manifattura Chelsea de 1754 o ancora il flacone Rosine del 1925 firmato Paul Poiret. Anche storiche etichette di eau de cologne e eau de lavande Fragonard. Per rinnovare i locali e allestire il museo sono stati investiti 5 milioni di euro.

Flaconcino in smalto, 1850

Bruciaprofumi del XVII secolo

Flaconcino per i sali in smalto

Un manifesto d'epoca

Pomander del XVIII secolo

Flaconcino da sali dell'Ottocento

Flaconcino ad anello del XIX secolo

Una vetrina del nuovo Musée Fragonard a Parigi. Foto © Benjamin Chelly

Un oggetto della collezione del nuovo Musée Fragonard a Parigi. Foto © Benjamin Chelly

Un oggetto della collezione del nuovo Musée Fragonard a Parigi. Foto © Benjamin Chelly

Un oggetto della collezione del nuovo Musée Fragonard a Parigi. Foto © Benjamin Chelly

Un oggetto della collezione del nuovo Musée Fragonard a Parigi. Foto © Benjamin Chelly

Il nuovo Musée Fragonard a Parigi. Foto © Benjamin Chelly

Il nuovo Musée Fragonard a Parigi. Foto © Benjamin Chelly

Luana De Micco, 17 settembre 2015 | © Riproduzione riservata

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