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Grazia Mazzarri
Leggi i suoi articoliDal 12 al 26 giugno K!-Spazio per la fotografia collaborativa, recentemente inaugurato nel quartiere San Salvario a Torino (via Principe Tommaso 11D) dal collettivo Kublaiklan, presenta «Fotohane DARKROOM: a Living Exhibition», una mostra «vivente» perché aperta all’intervento e alla partecipazione diretta dei visitatori.
Curata proprio da Kublaiklan, che, tra le altre attività, nel 2024 e 2025 è stato curatore di Cortona On The Move sotto la direzione artistica di Paolo Woods, collaborando con il festival sin dal 2016, la mostra raccoglie oltre 100 fotografie di piccolo formato, in gran parte realizzate attraverso stampa tradizionale in camera oscura all’interno di Fotohane DARKROOM, progetto itinerante di fotografia analogica fondato dal fotografo siriano Serbest Salih e da Amar Kılıç, e rivolto ai bambini e alle bambine della provincia di Mardin, nel sud-est della Turchia (sono stati gli stessi bambini a scegliere il nome del progetto, «Fotohane», che significa «casa della fotografia» in turco, curdo, arabo e persiano). Fondata nel 2024, l’organizzazione non profit promuove laboratori gratuiti dedicati ai più giovani, in particolare a bambini di origine turca, siriana, irachena e curda, offrendo loro strumenti creativi e occasioni d’incontro attraverso la pratica fotografica analogica (dallo scatto su pellicola allo sviluppo e alla stampa in camera oscura), incoraggiando l’espressione personale, la collaborazione e la costruzione di comunità.
Nel 2019 Salih, arrivato a Mardin come rifugiato, ha trasformato una roulotte in una camera oscura mobile che oggi attraversa villaggi e comunità lungo il confine turco-siriano, ospitando laboratori per bambini e ragazzi dai 7 ai 17 anni. Sostenuto anche da organizzazioni internazionali come UNHCR, il progetto coinvolge giovani provenienti da contesti differenti, spesso privi di accesso a opportunità culturali e artistiche. Situato a Mardin, una città a pochi chilometri dal confine siriano caratterizzata da una profonda diversità culturale e da una forte presenza di comunità in fuga dai conflitti della regione, Fotohane DARKROOM lavora come ponte tra esperienze e identità differenti, grazie anche alla collaborazione di artisti locali, volontari e sostenitori internazionali che contribuiscono con materiali fotografici, pellicole e attrezzature per la camera oscura.
Una sezione della mostra è quella più strettamente legata al suo carattere di «Living Exhibition»: qui i visitatori possono intervenire direttamente sulle stampe, che saranno successivamente inviate a Fotohane DARKROOM.
La rassegna è realizzata in collaborazione con Bellini Foto, marchio specializzato nella produzione di materiali chimici fotografici per lo sviluppo analogico, che ha curato la produzione delle stampe in camera oscura, e con Mosaico Refugees, associazione attiva sul territorio torinese che è stata coinvolta nella progettazione e nella realizzazione dell’allestimento collettivo della mostra attraverso una giornata-laboratorio durante la quale persone legate a questa realtà hanno selezionate le fotografie, definito la disposizione a parete e allestito la mostra. Questa iniziativa si inserisce nella programmazione partecipativa di K!-Spazio per la fotografia collaborativa, orientata proprio alla costruzione di collaborazioni con le realtà culturali e sociali del territorio partendo da progetti internazionali. Il 20 giugno, alle ore 17.00, presso lo spazio K!, Kublaiklan e Mosaico Refugees saranno in dialogo per raccontare l’esperienza dell’allestimento partecipativo.
La mostra è promossa da Refugee Week Italia, network di organizzazioni, istituzioni e persone impegnate nell’accoglienza, integrazione e partecipazione delle persone rifugiate e migranti in Italia. Questa edizione, dal 15 al 21 giugno, è dedicata al tema del «Coraggio», sul quale i visitatori della mostra «Fotohane DARKROOM: A Living Exhibition» saranno invitati a lasciare un pensiero (un messaggio, un disegno o una traccia personale) sulle immagini esposte.
© Fotohane Darkroom