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Messico, l’INAH indentifica El Jefeciño: un sito maya monumentale nel Quintana Roo

Individuato nell’ambito del progetto di salvaguardia del Treno Maya, il complesso censito dall’Instituto Nacional de Antropología e Historia si estende per oltre 100 ettari e conta circa 80 strutture. Si tratta di una registrazione preliminare, non di una scoperta già indagata scientificamente

Riccardo Deni

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Nel fitto tessuto della penisola dello Yucatán, dove la foresta custodisce una geografia ancora in parte sommersa, l’Instituto Nacional de Antropología e Historia ha ufficialmente registrato un nuovo sito archeologico maya nello stato di Quintana Roo. Il complesso, denominato El Jefeciño, non emerge da una campagna di scavo tradizionale, ma dal vasto programma di archeologia preventiva legato alla realizzazione del Tren Maya, uno dei più estesi interventi infrastrutturali attualmente in corso nel Paese. La comunicazione dell’ente messicano indica l’ingresso ufficiale del complesso nel catasto archeologico nazionale a seguito di ricognizioni sul terreno e documentazione preliminare: El Jefeciño è ora riconosciuto, ma resta in gran parte da studiare. I dati forniti delineano comunque già un insediamento di rilievo. L’area supera i 100 ettari e comprende circa 80 strutture, tra piattaforme, edifici e resti architettonici di diversa scala. Il nucleo principale si organizza attorno a una piazza con configurazione a “C”, su cui si affacciano costruzioni che raggiungono altezze comprese tra gli 11 e i 14 metri. Elementi come scalinate, sub-strutture e sovrapposizioni edilizie indicano una continuità d’uso e più fasi costruttive. Dal punto di vista stilistico, l’INAH rileva affinità con l’area del Petén, riferimento che colloca il sito nel periodo classico della civiltà maya (circa 250–900 d.C.), quando si sviluppano centri urbani complessi e sistemi architettonici articolati. Tuttavia, in assenza di scavi stratigrafici e analisi sistematiche, queste indicazioni restano preliminari. Il numero delle strutture o l’estensione dell’area sono di un sito identificato e documentato nelle sue linee essenziali, ancora privo di uno studio approfondito che ne definisca ruolo, cronologia fine e relazioni territoriali. Nei prossimi anni, ulteriori indagini — incluse tecniche di telerilevamento come il LiDAR — potranno chiarire la reale portata di El Jefeciño

Riccardo Deni, 28 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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