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Roberta Bosco
Leggi i suoi articoliLunedì 17 febbraio sono iniziati i lavori di ampliamento del Museo de Arte Contemporaneo de Barcelona (Macba) e due giorni dopo la Piattaforma formata dai soggetti che si oppongono al progetto ha convocato una conferenza stampa per confermare la sua posizione «belligerante». La Piattaforma si compone di circa 35 associazioni di inquilini, proprietari, commercianti e addirittura skater, di dimensione, potere e rappresentanza pubblica molto diverse. Di fronte alla recinzione che delimita l’area dei lavori, il portavoce degli oppositori ha annunciato la prima di una serie di manifestazioni che avrà luogo il 27 febbraio.
Secondo gli oppositori, il progetto si appropria di circa mille metri quadrati di spazio pubblico, che il Comune aveva destinato a giardini e giochi per bambini. «Il Raval (il quartiere dove sorge il Macba, Ndr) ha una densità simile a quella di Calcutta, molto superiore a qualsiasi altra zona di Barcellona ed è anche il quartiere con più bambini e meno aree verdi», ha sottolineato Santi Aranya, portavoce dei NoMacba, indicando che «già la costruzione dell’edificio progettato da Richard Meier, trent’anni fa, comportò l’espulsione di centinaia di famiglie».
Da parte sua il Macba ha assicurato che l’ampliamento, approvato da tutti i partiti politici, è necessario per migliorare non solo la visita ma anche la relazione con il quartiere, ricordando che comprende aree transitabili senza acquistare il biglietto. «Un progetto con un costo milionario nella zona più povera di Barcellona è una vergogna. Abbiamo priorità più urgenti dell’ampliamento di un museo, che non ha mai stabilito una relazione con il quartiere, nonostante le promesse dei vari direttori» conclude il portavoce, sottolineando che hanno già raccolto più di 24mila firme contro il progetto.
La Piattaforma ha intentato due procedimenti legali per fermare i lavori e si prevede che Tribunale Superiore di Giustizia della Catalogna emetterà una sentenza entro maggio. Intanto è iniziata la prima fase del progetto, che durerà fino ad aprile 2026, mentre la seconda, ovvero la costruzione del nuovo edificio, terminerà a marzo 2027.
Un’immagine della conferenza stampa con alcuni partecipanti alla protesta contro l’ampliamento del museo
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