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Redazione
Leggi i suoi articoliC’è un’immagine che riassume, meglio di mille parole, il rapporto tra Claudia Cardinale e lo splendore della sua epoca, che lei stessa incarnava: la conferenza stampa de Il Gattopardo, nel 1963. Tra Alain Delon e Burt Lancaster, la giovane diva brillava di una luce propria, accentuata da un paio di orecchini-margherita in zaffiri e diamanti. Quei preziosi, insieme a una selezione di altri venti capolavori di alta gioielleria, stanno per iniziare un nuovo capitolo della loro storia. Christie’s ha infatti annunciato una vendita all'asta online, prevista dal 19 al 26 giugno, che trasformerà il tesoro privato dell’attrice - scomparsa lo scorso settembre - in un volano per il futuro delle giovani artiste.
La collezione, curata dai figli Patrick Cristaldi e Claudia Squitieri, non è solo un inventario di pietre rare, ma una mappa emotiva dei gioielli che hanno accompagnato Cardinale nel suo periodo d’oro. Si tratta di pezzi firmati dai giganti del design italiano, come Bulgari e Buccellati, scelti proprio perché legati all'ascesa internazionale della star. «Quando ero piccola ci giocavo, fingevo di essere una principessa», ricorda Claudia Squitieri, sottolineando come quei gioielli non fossero semplici ornamenti da cassaforte, ma compagni di vita quotidiana e professionale.
Molti di questi pezzi furono donati a Claudia da Franco Cristaldi, suo produttore e compagno dell'epoca, come tributo al suo immenso talento. Tra i lotti più attesi spicca il trittico di anelli firmato Bulgari che l'attrice sfoggiò nel 1971 durante l'anteprima parigina de Le pistolere, seduta accanto a Brigitte Bardot: uno smeraldo e un rubino da 30 carati ciascuno e uno zaffiro, le cui stime oscillano tra i 50 mila e i 100 mila euro per singolo pezzo. Nella memoria collettiva restano anche le perle di diamanti indossate alla notte degli Oscar del 1966, al braccio di Rock Hudson, simboli di un'eleganza che non conosceva confini tra Roma e Hollywood. Nella memoria collettiva restano impressi anche gli orecchini a forma di pera interamente tempestati di diamanti, indossati nel 1966 alla notte degli Oscar mentre sfilava al braccio di Rock Hudson. Questi pezzi, che hanno accompagnato Claudia ben oltre i set cinematografici, rappresentano l'essenza della Dolce Vita romana.
Tuttavia, l'operazione non punta solo al collezionismo d'élite. La decisione di vendere nasce dalla volontà di onorare l'ultimo grande progetto dell'attrice. Una parte dei proventi sarà infatti devoluta alla Fondazione Claudia Cardinale, con l'obiettivo specifico di finanziare e sostenere giovani talenti femminili nel mondo dell'audiovisivo. È un passaggio di testimone: le gemme che hanno segnato il successo di un'icona del Novecento serviranno ora a illuminare la strada di chi, oggi, cerca di raccontare nuove storie dietro e davanti alla macchina da presa.
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