Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Barbara Antonetto
Leggi i suoi articoliLuisa Maria di Borbone, ultima reggente degli Stati Parmensi per il proprio ritratto ufficiale optò per un Giulio Carlini (Venezia, 1826-87), pittore formatosi all’Accademia di Venezia noto per la propria abilità descrittiva e apprezzato come ritrattista da importanti committenti italiani e stranieri. Obiettivo centrato: la tela, in cui la donna è solennemente ritratta insieme al figlio, Roberto I, con un’impostazione monumentale e una ricca simbologia dinastica, è stata eseguita ricorrendo a una tecnica sapiente e a un’estrema cura dei dettagli dell’abbigliamento impreziositi da rapidi tocchi materici, sapienti accorgimenti che giustificano l’apprezzamento ottenuto: si vedano in particolare il manto ricamato e foderato d’ermellino che, trattandosi di un ritratto di Stato, la duchessa indossa per ribadire il proprio ruolo istituzionale, e le decorazioni del giovane. Su invito della stessa Luisa Maria, l’opera venne eseguita a Parma, dove l’artista la firmò, e poi esposta nel 1856 all’Accademia di Venezia; quattro anni dopo è documentata in un inventario della famiglia Borbone.
Con vari mesi di lavoro il dipinto «Luisa Maria di Berry e Roberto di Borbone» è stato restaurato grazie al contributo tramite Art Bonus di Loredana Possentini e Lino Squarza ed è tornato nel percorso espositivo della Galleria Nazionale all’interno del Complesso monumentale della Pilotta.
La tela è stata affidata al Laboratorio degli Angeli di Bologna, che ha messo in sicurezza la pellicola pittorica fissando le scaglie di colore distaccate, eseguito una pulitura a secco della superficie, ridotto l’alterazione cromatica dovuta all’ingiallimento delle vernici e consolidato tela e telaio originali. Sulla cornice lignea intagliata e dorata sono intervenuti i Restauratori Associati Snc di Bosco di Scandiano (Re): rimossi vernici e ritocchi non pertinenti, si è proceduto al consolidamento della struttura lignea e dello strato preparatorio, al trattamento contro gli insetti xilofagi e alla reintegrazione delle parti decorative mancanti. Poiché era più grande di circa 2,5 cm rispetto alla tela, la cornice è stata sottoposta a una delicata operazione di ridimensionamento nel rispetto delle tecniche costruttive originarie. L’intervento si è concluso con la doratura a foglia d’oro, la brunitura, la patinatura e la protezione finale delle superfici.
«Il pieno recupero della qualità formale e simbolica del ritratto, ha dichiarato il direttore del Complesso Stefano L’Occaso, ne riafferma il valore storico e istituzionale».
Giulio Carlini, «Luisa Maria di Berry e Roberto di Borbone», 1856, Parma, Complesso monumentale della Pilotta-Galleria Nazionale
Barbara Antonetto
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Il Museo Civico San Domenico ha in programma per l’autunno una grande retrospettiva a cura di Walter Guadagnini che ripercorre l’avvincente storia della modella statunitense che diventò una delle più grandi fotografe del XX secolo
Le attività dell’Opd, sostenute dall’ente strumentale della Fondazione CR Firenze, includono corsi formativi telematici quanto in presenza e workshop dal respiro internazionale, dedicati alla conservazione del materiale fotografico
Con una nuova ala e un concetto museale rinnovato, il Design Museum Gent diventa spazio sociale e inclusivo per ripensare il futuro
Nel centenario della nascita dello scultore, il 15 ottobre un convegno internazionale offrirà uno spaccato della Milano che, tra ricostruzione e avanguardia, divenne uno dei grandi laboratori dell’arte europea del Novecento


