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El Anatsui, «Untitled». Stima 800 mila-1,2 milioni di sterline

Sotheby’s

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El Anatsui, «Untitled». Stima 800 mila-1,2 milioni di sterline

Sotheby’s

Londra, la Royal Academy of Arts cerca fondi: all’asta opere per 3 milioni di sterline

Tra i lavori di maggiore richiamo figura un arazzo di El Anatsui, «Untitled», valutato 800 mila-1,2 milioni di sterline, e un dipinto a olio di Sean Scully, «Wall of Light», stimato 600-800 mila sterline.

In un momento delicato per i conti della Royal Academy of Arts, dieci opere d’arte approdano sul mercato londinese a inizio marzo con un obiettivo preciso: sostenere economicamente l’istituzione, colpita duramente dalle conseguenze della pandemia. A batterle sarà Sotheby's, nell’ambito delle aste di stagione. Le opere, tutte offerte da accademici viventi o membri onorari, mirano a raccogliere fondi per assicurare stabilità e continuità allo storico museo. La stima massima aggregata dovrebbe aggirarsi intorno ai 2,6 milioni di sterline. Come ha spiegato Batia Ofer, presidente del Royal Academy Trust, l’intento è quello di «garantire il futuro della Royal Academy come luogo in cui la creatività possa prosperare e gli artisti possano realizzare pienamente la propria visione».

Tra i lavori di maggiore richiamo figura un arazzo di El Anatsui, «Untitled», con stima 800 mila-1,2 milioni di sterline, e un dipinto a olio di Sean Scully, «Wall of Light», con stima 600-800 mila sterline. Entrambi saranno proposti durante la evening sale di arte contemporanea del 4 marzo. Il giorno successivo, 5 marzo, nella sessione diurna, verranno presentate opere firmate da William Kentridge, Tony Cragg, Georg Baselitz, Anish Kapoor, Mimmo Paladino e Jeff Koons. Anche questi artisti hanno aderito all’iniziativa con donazioni destinate a rafforzare le finanze dell’Accademia.

Secondo Oliver Barker, presidente di Sotheby’s Europa, si tratta della prima volta in cui la Royal Academy porta un’asta benefica «sul palcoscenico principale di una grande stagione di vendite», anziché limitarla a iniziative interne, come avvenuto in passato pur con il supporto della casa d’aste. A differenza di molte altre istituzioni culturali londinesi, la Royal Academy non beneficia di finanziamenti pubblici diretti. Le sue entrate derivano prevalentemente da biglietti, sponsorizzazioni, quote associative e donazioni private.

Dopo la riapertura nel 2022, il numero dei visitatori è risultato quasi dimezzato rispetto al 2019: dai circa 1,25 milioni di ingressi pre-pandemia si è scesi a poco più della metà. Nel 2023 si è registrata una ripresa fino a 710.000 presenze, ma nel 2024 il dato è nuovamente calato a 622.000. Nel tentativo di contenere i costi, lo scorso anno l’istituzione aveva annunciato la possibile soppressione di 60 posti di lavoro - pari a circa il 18% del personale - decisione che aveva suscitato forti proteste. Al momento, tuttavia, i tagli non sono stati attuati.

Sul fronte espositivo, l’Accademia ha comunque ottenuto risultati significativi. La retrospettiva dedicata a Kerry James Marshall, intitolata «The Histories», ha ricevuto ampi consensi all’apertura lo scorso autunno, prima di chiudere a gennaio. Ora l’attenzione si concentra sull’asta primaverile, un banco di prova decisivo per rafforzare la stabilità economica di una delle istituzioni artistiche più prestigiose del Regno Unito.

Redazione, 18 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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