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Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliIl primo semestre del 2026 continua a raccontare un mercato dell'arte sempre più selettivo. Dopo le grandi aste di maggio a New York e la settimana di Art Basel, anche Londra archivia una delle serate più importanti degli ultimi anni. La doppia vendita organizzata da Sotheby's ha totalizzato 393,4 milioni di sterline (520,7 milioni di dollari), il risultato più alto mai registrato in una singola serata d'aste in Europa.
A trainare la vendita è stata la dispersione della collezione del magnate britannico Joe Lewis, che da sola ha raggiunto 296 milioni di sterline (390 milioni di dollari), stabilendo un nuovo record per una collezione privata venduta a Londra. A seguire, la tradizionale asta serale di arte moderna e contemporanea ha aggiunto altri 97,1 milioni di sterline (128,1 milioni di dollari), con oltre il 70% dei lotti venduti oltre la stima massima.
Il protagonista assoluto della serata è stato Nu assis au collier (1917-18) di Amedeo Modigliani, aggiudicato per 48,2 milioni di sterline (63,5 milioni di dollari), diventando il lotto più costoso dell'intera asta. Poco dietro si sono collocate Le Nymphéas (1907) di Claude Monet, vendute per 40,8 milioni di sterline (54 milioni di dollari), e il Ritratto di Gertrud Loew di Gustav Klimt, salito a 36,2 milioni di sterline (47,6 milioni di dollari). Ottimi risultati anche per Pablo Picasso, René Magritte, Lucian Freud, Edgar Degas ed Egon Schiele.
Più dei record, però, colpisce la qualità della domanda. Il mercato continua infatti a privilegiare opere considerate definitive nella storia dell'arte: lavori museali, con provenienze solide, lunga bibliografia e una collocazione ormai consolidata nel canone del Novecento. È una dinamica che si osserva ormai da mesi e che conferma la fase di ricalibrazione descritta anche dall'ultimo Art Basel & UBS Global Art Market Report. Non basta più il nome dell'artista. Conta la rarità dell'opera, la sua storia collezionistica e il suo peso critico. Lo dimostra anche l'esito molto diverso di due Monet presenti in catalogo: mentre le celebri Ninfee hanno raggiunto i 54 milioni di dollari, il più raro Camille assise sur la plage à Trouville, pur con una provenienza prestigiosa, è rimasto invenduto intorno ai cinque milioni di sterline. Il mercato continua dunque a selezionare con estrema attenzione, premiando soprattutto le opere che rappresentano momenti iconici nella produzione degli artisti.
Un altro elemento significativo riguarda la provenienza degli acquirenti. Sotheby's ha comunicato che i collezionisti asiatici hanno presentato offerte per circa metà dei lotti della collezione Lewis, aggiudicandosi oltre un terzo delle opere. È un dato che conferma il crescente peso dell'Asia nel segmento più alto del mercato internazionale, accanto alla crescente presenza di collezionisti provenienti dall'India e dal Medio Oriente. La serata londinese conferma così una tendenza ormai evidente nel 2026. Il mercato non premia indiscriminatamente tutto il comparto, ma concentra il capitale sui cosiddetti trophy works: opere irripetibili, di qualità museale e destinate a mantenere nel tempo il proprio valore culturale oltre che economico. Più che una stagione di euforia, quella che emerge da Londra è la fotografia di un mercato diventato più prudente, più esigente e sempre meno disposto a scommettere. I grandi capolavori continuano ad attrarre capitali globali; la fascia intermedia resta invece il segmento più fragile. È probabilmente questa la cifra più significativa del mercato dell'arte nel 2026: meno speculazione, più selezione.
Lavinia Trivulzio
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