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Una sala della mostra «Aura. Valentino Garavani – Ewa Juszkiewicz», ospitata a PM23

Courtesy di Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti | PM23

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Una sala della mostra «Aura. Valentino Garavani – Ewa Juszkiewicz», ospitata a PM23

Courtesy di Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti | PM23

L’idea di bellezza si rinnova nel dialogo tra moda e pittura firmato Valentino Garavani e Ewa Juszkiewicz

Dal 18 ottobre al 21 febbraio a Roma la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti presenta «Aura. Valentino Garavani – Ewa Juszkiewicz», la terza mostra ospitata a PM23, lo spazio di Piazza Mignanelli

 

Samantha De Martin

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In uno spazio sospeso tra realtà e immaginazione, dove la trasformazione genera un nuovo modo di guardare, la mostra «Aura. Valentino Garavani – Ewa Juszkiewicz», evoca il confine in cui ciò che è familiare rimane riconoscibile, ma assume improvvisamente un aspetto inatteso. 

La terza mostra ospitata a PM23, il luogo dedicato alle iniziative culturali della Fondazione in Piazza Mignanelli, nel cuore di Roma, esplora, dal 18 ottobre al 21 febbraio, la metamorfosi della bellezza. Se nel linguaggio creativo di Valentino Garavani, la figura femminile occupa un ruolo centrale, grazie a colore, materiali, volumi e movimenti che ne esaltano la silhouette, per far brillare l’aura di ogni donna, nei dipinti della pittrice surrealista polacca Ewa Juszkiewicz, il ritratto subisce un processo di metamorfosi. Attingendo alla tradizione europea del ritratto femminile, l’artista trasforma i volti delle sue protagoniste in configurazioni di capelli, tessuti, fiori e altre forme organiche, ridefinendo i codici del ritratto e aprendo l’immagine ad altre possibili interpretazioni. 

Elementi riconoscibili e richiami storici acquisiscono significati inediti, entrando a far parte di nuovi linguaggi visivi. La mostra, che crea punti di connessione tra moda e pittura, accoglie 38 abiti selezionati dall’archivio della Maison Valentino e 26 dipinti di Ewa Juszkiewicz. Per l'appuntamento romano, Ewa Juszkiewicz ha realizzato il dipinto «A Portrait in Valentino Red». Presentata per la prima volta in questa mostra, l’opera trae ispirazione da un abito della collezione Haute Couture Autunno/Inverno 2007–08 di Valentino, nel simbolico rosso della Maison, e ne trasferisce la forza scultorea sulla tela. «Per il dipinto che ho realizzato appositamente per questa mostra, spiega l’artista, ho scelto un abito nel rosso emblematico di Valentino: la sua presenza scultorea e la sua forza visiva hanno immediatamente catturato la mia immaginazione. Mi affascina in particolare la visione della femminilità di Valentino, in equilibrio tra delicatezza e forza, con al centro una donna dalla presenza forte e sicura di sé».

Posti in dialogo, i lavori di Valentino Garavani - il couturier che ha definito una visione distintiva e senza tempo, caratterizzata da una straordinaria sensibilità per il colore, il materiale, le forme e l’ornamento - e quelli dell’artista polacca che mette in discussione e reinterpreta i codici attraverso i quali la femminilità e la bellezza sono state rappresentate e definite nel corso delle diverse epoche - suggeriscono una riflessione sulla metamorfosi come cambiamento di prospettiva, capace di rinnovare l’idea di bellezza. «Con Aura, afferma Giancarlo Giammetti, abbiamo voluto esplorare la capacità della moda e dell’arte di trasformare il nostro sguardo sulla bellezza. Le creazioni di Valentino e i dipinti di Ewa Juszkiewicz, attraverso la materia, il colore, la forma e la metamorfosi, ci invitano a superare ciò che è familiare per scoprire nuove prospettive. È una visione che accompagna da sempre il mio percorso con Valentino e che oggi continua a guidare il lavoro della Fondazione: credere nella bellezza come forza capace di generare cultura, immaginazione e cambiamento».

 

 

Samantha De Martin, 18 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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