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Installation view «Robert Rauschenberg: Important Early Works from the Cy Twombly Foundation».

© 2026 Robert Rauschenberg Foundation/Artists Rights Society (ARS), NY. Credits Owen Conway. Courtesy Gagosian

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Installation view «Robert Rauschenberg: Important Early Works from the Cy Twombly Foundation».

© 2026 Robert Rauschenberg Foundation/Artists Rights Society (ARS), NY. Credits Owen Conway. Courtesy Gagosian

Le sperimentazioni di Rauschenberg «conservate» da Twombly, una mostra preziosa da Gagosian

Attraverso opere rare provenienti dalla Cy Twombly Foundation, l’esposizione ricostruisce un dialogo artistico e umano decisivo per la storia dell’arte contemporanea

Nel 1951, in una New York ancora dominata dall’ombra dell’Espressionismo Astratto, due giovani artisti si incontrano all’Art Students League di Manhattan. Uno ha ventisei anni, viene dal Texas e lavora già con materiali trovati e superfici sporche. L’altro, più giovane di tre anni, disegna segni nervosi e guarda all’antichità come a un linguaggio ancora vivo. Si chiamano Robert Rauschenberg e Cy Twombly. Nel giro di pochi mesi diventano inseparabili.

Viaggiano insieme, studiano al Black Mountain College, condividono idee, relazioni, ossessioni artistiche. Attraversano Italia, Marocco e Spagna in anni in cui l’arte americana sta cercando una nuova identità. È proprio dentro quel rapporto – personale prima ancora che creativo – che nasce una parte decisiva dell’arte contemporanea del dopoguerra. Oggi, a più di settant’anni da quell’incontro, Gagosian torna su quella storia con una mostra che riporta al centro gli anni giovanili di Rauschenberg attraverso sei opere provenienti dalla Cy Twombly Foundation. L’esposizione, «Robert Rauschenberg: Important Early Works from the Cy Twombly Foundation», organizzata in occasione del centenario della nascita dell’artista e inaugurata il 25 aprile nel nuovo spazio della galleria al 980 di Madison Avenue, non racconta soltanto l’evoluzione di uno dei grandi protagonisti del Novecento. Racconta soprattutto un dialogo artistico e umano che ha cambiato il modo di intendere l’arte americana.

Le opere esposte appartengono a una fase ancora instabile e sperimentale della ricerca di Rauschenberg, quando l’artista stava iniziando a smontare l’idea tradizionale di pittura. Molti lavori di quel periodo sono andati distrutti o riutilizzati nel tempo. Quelli conservati da Twombly assumono quindi un valore quasi archeologico: frammenti sopravvissuti di un momento in cui tutto era ancora possibile.
Tra le opere in mostra compare una rara scultura assemblata del 1950, una delle prime realizzate da Rauschenberg, insieme a «Untitled» (1950), grande fotogramma creato con Susan Weil poco prima del loro matrimonio. Sono lavori in cui emerge già il desiderio di spostare l’arte fuori dai suoi confini tradizionali, portando dentro l’opera il corpo, gli oggetti quotidiani, le tracce della realtà.

La mostra attraversa anche nuclei fondamentali come le «Black Paintings», le «Elemental Sculptures» e i primi «Combine», opere che mescolano pittura e materiali trovati, anticipando gran parte dell’arte americana successiva. Sullo sfondo si avverte la presenza di Marcel Duchamp, a cui Gagosian dedica parallelamente una seconda esposizione. Rauschenberg raccoglie infatti la lezione duchampiana del ready-made e la trasforma in qualcosa di più fisico e disordinato: non l’oggetto ironico isolato, ma il caos stesso della vita contemporanea che entra nell’opera.

In quegli anni il rapporto con Twombly è continuo. Al Black Mountain College i due artisti frequentano figure come John Cage e Merce Cunningham, in un ambiente dove musica, performance e arti visive si contaminano liberamente. È lì che Rauschenberg realizza le celebri «White Paintings», superfici bianche pensate per registrare luce, ombre e presenza umana – opere che avrebbero influenzato direttamente la nascita del silenzioso «4’33’’» di Cage. Ma mentre Rauschenberg si avvicina sempre di più all’assemblaggio e all’uso di materiali reali, Twombly prende una strada diversa. Dopo il viaggio nel Mediterraneo tra il 1952 e il 1953, sviluppa un linguaggio fatto di scritture, graffiti e riferimenti classici che lo porterà a trasferirsi definitivamente in Italia.

Eppure, nonostante le traiettorie differenti e la fine della loro relazione sentimentale, il legame tra i due non si interrompe mai davvero. Twombly continua a conservare opere dell’amico, mentre Rauschenberg fotografa viaggi, stanze e momenti condivisi che oggi restituiscono il ritratto di una delle relazioni più fertili dell’arte del dopoguerra. Più che una semplice amicizia artistica, il loro rapporto appare come il punto d’origine di due linguaggi destinati a trasformare profondamente l’arte americana della seconda metà del Novecento.

Robert Rauschenberg, «Untitled (Elemental Sculpture)», 1953.© 2026 Robert Rauschenberg Foundation/Artists Rights Society (ARS), NY. Credits Owen Conway Courtesy Gagosian

Nicoletta Biglietti, 16 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

Le sperimentazioni di Rauschenberg «conservate» da Twombly, una mostra preziosa da Gagosian | Nicoletta Biglietti

Le sperimentazioni di Rauschenberg «conservate» da Twombly, una mostra preziosa da Gagosian | Nicoletta Biglietti