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Le impronte digitali di Auguste Rodin

Luana De Micco

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La prova in bronzo de «Il bacio» di Auguste Rodin, venduta all’asta lo scorso 16 febbraio a Drouot da Binoche et Giquello, entra in una collezione privata americana. Il collezionista statunitense ha messo sul tavolo 2,2 milioni di euro. Secondo quanto riferito alla stampa francese da Jérôme Le Blay, presidente del Comité Rodin, il ricco americano, che intende aprire un museo privato negli Stati Uniti dedicato allo scultore francese, era disposto a salire fino a 3 milioni.

«Il bacio» era il lotto più ambito di un’asta che comprendeva in tutto cinque bronzi di Rodin, tutti firmati e numerati, fusi dopo la morte dello scultore (scomparso nel 1917), tra la fine degli anni Venti e gli anni Quaranta, presso la fonderia Rudier. Provenivano tutti dalla collezione privata di Jean de Ruaz, gallerista d’arte parigino dell’avenue de Friedland, che li acquistò al Musée Rodin.

Questa prova de «Il bacio», di media grandezza (82,5 cm), a patina scura, venne fusa nel 1927 a partire da un modello originale di gesso del 1885 conservato a Milwaukee. Ha la particolarità che si distinguono i segni delle dita di Rodin che modellava il materiale: «Non ci sono esempi paragonabili su opere più recenti», ha precisato il direttore dell’asta Alexandre Giquello.

Tutti e cinque i bronzi hanno superato le stime iniziali. «L’eterna primavera», che partiva da una base di 300-400mila euro, è stato venduto a sua volta a un collezionista americano che se lo è aggiudicato per 693mila euro. «La giovane madre» (che partiva da stime di 80-100mila euro), «L’idolo eterno» (60-80mila euro) e «Le bon génie» (30-40mila euro) sono stati aggiudicati rispettivamente a 191.520, 170.100 e 94.500 euro.

Luana De Micco, 10 aprile 2016 | © Riproduzione riservata

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