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Guglielmo Gigliotti
Leggi i suoi articoli«Capitale del mondo», «città dell’anima»: è la Roma raccontata dalle 12 figure illustri riunite da Pier Andrea De Rosa nella loro qualità di Protagonisti del Grand Tour, nel libro pubblicato dai Musei Vaticani (con prefazione di Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani). Un viaggio iniziatico, la realizzazione di un sogno a occhi ben aperti, di cui il libro tesse l’arazzo delle vivide testimonianze di Johann Wolfgang Goethe, Élisabeth Vigée Le Brun, Madame de Staël, George Gordon Byron, Charlotte Anne Waldie Eaton, Percy Bysshe Shelley, Hans Christian Andersen, William Mitchell Gillespie, Charles Dickens, George Stillman Hillard, Herman Melville, Nathaniel Hawthorne. Per Goethe l’esperienza segnò una «rinascita», per il favolista Hans Christian Andersen la dimostrazione che le fiabe esistono anche nella realtà, e solo a Roma, favola di pietra. Il Pantheon? «Immagine visibile dell’universo», per Shelley. Il Laocoonte? Espressione sublime del «lato tragico dell’umanità e simbolo dell’umana disavventura» per Melville.
La Cupola di San Pietro? È un’«enorme montagna, per Hawthorne, il più importante edificio mai innalzato dall’uomo sullo sfondo del bel cielo di Roma».
I Musei Vaticani suscitano un «delirio di ammirazione» in Waldie Eaton e una «confusione dei sensi» che sfiora il sogno. E poi l’incontro con il doppio «miracolo artistico» (Stillman Hillard) per eccellenza, Volta e Giudizio Universale di Michelangelo in Cappella Sistina. Goethe non ha dubbi: «Sono talmente entusiasta di Michelangelo che nemmeno la Natura mi soddisfa più dopo lui, non potendola vedere con occhi grandi come i suoi». Unico rammarico, a Roma, sembra essere il lasciarla. Élisabeth Vigée Le Brun, in carrozza verso la Francia, dopo un soggiorno di tre anni, incontrando un viaggiatore in direzione inversa, riesce solo a pensare: «Beato lui che sta andando a Roma!». Roma, parola morbida e magica, non ha paragoni, tanto da spingere Madame de Staël a dichiarare a un amico: «Avresti mai pensato possibile che potessi amare un’altra città che Parigi?». Il matrimonio di arte e storia genera il sogno di una città sublime, nella quale tuttavia ci si sente a casa: per Goethe, opere come le raffaellesche «Galatea» e «Trasfigurazione» sono «amicizie», ed è bello «vivere tra loro». Per Melville, la miriade di statue presenti in città nei musei e a coronamento di basiliche, «rappresenta la vera e immortale popolazione di Roma». Tanto che «è fra questi cittadini muti che il forestiero stringe le più piacevoli e care conoscenze». La città universale è la città di chiunque la ami.
Figure illustri. Protagonisti del Gran Tour a Roma e in Vaticano
di Pier Andrea De Rosa, 200 pp., ill. col., Edizioni Musei Vaticani, Città del Vaticano 2026, € 25
Guglielmo Gigliotti
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