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La trasformazione digitale di musei, archivi, biblioteche passa da Dicolab, il laboratorio del futuro che valorizza il patrimonio

«Dicolab. Cultura al digitale» è l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura-Digital Library e realizzata dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, i cui risultati sono stati presentati oggi, 23 giugno, nel corso di un incontro svoltosi alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

Samantha De Martin

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Un investimento di 20 milioni di euro nell’ambito del Pnrr Cultura 4.0, quattro anni di attività, 700 istituti culturali coinvolti. Sono i numeri di «Dicolab. Cultura al digitale», l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura-Digital Library nell’ambito del Pnrr Cultura 4.0 e realizzata dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, finanziato dall’Unione Europea-Next Generation Eu. Destinato alla formazione dei professionisti della cultura, questo laboratorio del futuro punta ad accompagnare la trasformazione digitale di musei, archivi, biblioteche invitando a rafforzare competenze, valorizzare il patrimonio e immaginare nuove forme di partecipazione culturale. Il programma, che ha raggiunto e superato i target nazionali ed europei previsti dal Pnrr, ha consolidato una rete di competenze, esperienze e strumenti a supporto dell’innovazione nel settore culturale.

I risultati di «Dicolab. Cultura al digitale» sono stati presentati oggi, 23 giugno, nel corso di un incontro svoltosi alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Nell’ambito del convegno è stato presentato anche l’ampio catalogo di corsi e contenuti formativi per le competenze digitali, accessibile online e gratuito per professionisti e organizzazioni culturali, assieme a podcast, video, documentari che raccontano pratiche di innovazione, oltre a una mappatura nazionale che rende consultabili le pratiche di trasformazione digitale del patrimonio culturale.

I numeri di Dicolab sono importanti: 300mila iscrizioni ai corsi, 175 corsi multimediali sulla piattaforma di formazione a distanza della Scuola, a disposizione dei professionisti del settore, 500 attività formative in presenza in 69 città, 150mila corsi completati, 700 istituti culturali che hanno collaborato alla realizzazione del progetto e delle sue iniziative, 500 esperienze di digitalizzazione censite e 4,5 milioni di euro investiti in borse di ricerca negli istituti culturali.

«Dicolab è un viaggio intrapreso durante la pandemia, ha detto Fabrizio Pedroni, responsabile Area digital education & training e Rup Dicolab Cultura al digitale, è un terreno dove abbiamo sparso semi per il futuro della cultura digitale, una delle maggiori azioni europee nell’ambito del patrimonio e delle attività culturali».

Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il patrimonio di risorse, conoscenze e strumenti che Dicolab consegna al settore: un catalogo di corsi e contenuti formativi per le competenze digitali, accessibile online e gratuito per professionisti e organizzazioni culturali, e ancora podcast, video, documentari che restituiscono pratiche di innovazione. Si aggiunge una mappatura nazionale che rende consultabili le pratiche di trasformazione digitale del patrimonio culturale sviluppate da istituzioni pubbliche e private a partire dal 2016, una raccolta di linee guida per la valorizzazione digitale del settore, con casi concreti e soluzioni sperimentate sul campo a disposizione del settore.

«Nato nel 2022 come sistema formativo integrato per l’apprendimento continuo e la valorizzazione degli strumenti tecnologici, ha detto Gerardo Villanacci, presidente della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, Dicolab apre un nuovo percorso che consiste in un nuovo modo di creare valore, una maggiore accessibilità. A livello globale è in corso una grande trasformazione culturale, una metamorfosi che trova pochi precedenti. L’Italia sta scrivendo il suo futuro anche attraverso il patrimonio da custodire, che deve dialogare con le sfide future, dall’IA al ruolo sociale dell’arte e alla rigenerazione culturale delle periferie».

Andrea Pasquale, direttore generale Digitalizzazione e comunicazione Ministero della Cultura, ha ribadito come Dicolab rappresenti un cantiere condiviso, uno spazio in cui la trasformazione digitale ha trovato competenze e persone, «risultato di una sinergia virtuosa che affronta la trasformazione digitale nella sua complessità reale dimostrando come i sistemi senza le persone restino contenitori vuoti».

«Grazie a una nota del Mef, ha inoltre anticipato Angelantonio Orlando, direttore generale Unità di missione Pnrr del Ministero della Cultura, siamo riusciti a ottenere che nel caso in cui vi fossero residui in investimenti nei quali abbiamo già raggiunto obiettivi nazionali, avremo la possibilità di proseguire con la digitalizzazione e la gestione delle risorse. Questo è un risultato importate che ci consente di continuare a lavorare per impegnare le risorse».

Samantha De Martin, 23 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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