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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliFronti compatti e spirito d'iniziativa: di fronte al collasso delle fiere d'arte cittadine, il sistema delle gallerie di Vienna sceglie la via dell'autonomia istituzionale. È dall'alleanza tra 35 mercanti d'arte della capitale austriaca, riuniti nel consorzio VAU (Vienna Art United), che prende forma l'Astoria Artshow, nuova piattaforma fieristica concepita per colmare il vuoto lasciato dai grandi eventi cancellati.
La manifestazione d'esordio è in programma dal 10 al 13 settembre 2026 negli spazi dell'Astoria Garage. L'edificio storico, articolato su sei piani e risalente al 1923 nell'Ottavo Distretto della città, aprirà le sue porte al collezionismo d'arte per la prima volta in assoluto. Questa prima tappa servirà da banco di prova e da anteprima strategica in vista di un assetto fieristico ancora più strutturato, già programmato per il 2027, proponendosi di accogliere circa 70 gallerie locali e internazionali.
Dietro la regia di VAU c'è un comitato direttivo composto dai vertici del gallerismo cittadino. La presidenza è stata affidata a Markus Peichl (Galerie Crone Wien), al cui fianco operano Thomas Krinzinger (Galerie Krinzinger), Maximilian Thoman (Galerie Elisabeth und Klaus Thoman), Karoline Bartosch-Hilger (Galerie Hilger), Antonia Lia Orsi (City Galerie Wien) e Isabell Kisling-Steynek (Galerie Steinek).
L'iniziativa ha trovato un riscontro concreto nelle istituzioni pubbliche. «I fondi erogati consentono al comparto galleristico viennese di dare vita a un salotto d'arte genuinamente indipendente, inviando un segnale inequivocabile sulla vivacità culturale della nostra città», ha spiegato Peichl.
Tra i tratti distintivi dell'Astoria Artshow spicca l'introduzione di una griglia tariffaria improntata sulla solidarietà, con il costo di partecipazione che non verrà calcolato in base alla superficie espositiva occupata, bensì parametrato sul volume d'affari e sulle dimensioni d'impresa dei singoli espositori, permettendo così un accesso equo e finanziariamente sostenibile anche alle realtà più giovani.
La mossa del gallerismo viennese nasce in un momento critico per la capitale. Lo scorso gennaio, le rivelazioni della testata Kurier avevano confermato lo stop forzato di Vienna Contemporary, reduce dal traguardo della decima edizione nel 2025, ma bloccata da contenziosi sui canoni d'affitto arretrati e licenziamenti del personale che ne hanno reso impossibile la sostenibilità economica per il 2026. A stretto giro era poi arrivata la rinuncia della Spark Art Fair Vienna alla sessione di marzo, con rinvio fissato al 2027.
Stando a quanto ricostruito dalla testata Monopol, la cordata di VAU ha incassato una lettera di sostegno siglata da 107 artisti di primo piano, tra i quali figurano Renate Bertlmann, Ernst Caramelle, Jakob Lena Knebl ed Eva Schlegel, confermando la volontà di trasformare una situazione di crisi in un format fieristico innovativo, partecipato e dal solido respiro internazionale.
L'interno dell'Astoria Garage a Vienna, sede dell'Astoria Artshow
Camilla Sordi
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