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Nicoletta Biglietti
Leggi i suoi articoliSarà il Teatro comunale Maria Caniglia di Sulmona a ospitare sabato 17 ottobre alle ore 11.00 la cerimonia di apertura della 53ma edizione del Premio Sulmona, curato da Ivan D’Alberto, giornalista, teorico e storico dell’arte contemporanea. Il tema dell’edizione 2026, «To THINK – l’arte lascia un Segno», attraversa l’intero percorso del Premio, dal nucleo principale agli approfondimenti dedicati ad Accademia, Territorio e Giornalismo, fino agli Omaggi e ai progetti collaterali. Il viaggio prende avvio dalle Metamorfosi di Ovidio e dalla vicenda di Filomela, che dopo la violenza subita e la privazione della parola trova nell’arte un linguaggio alternativo, tessendo una tela che diventa racconto e denuncia.
Su questo riferimento si sviluppa l’impianto curatoriale, centrato sul rapporto tra scrittura e linguaggi visivi. Un ruolo centrale è affidato all’ecfrasi, intesa come dispositivo narrativo capace di rendere visibile una scena o un’opera. L’attenzione si concentra sul momento della trasformazione, non come esito ma come processo, tra mutamenti e tensioni interiori. Un approccio che richiama uno degli aspetti più caratteristici della scrittura ovidiana, capace di trasformare il racconto in immagine e di mettere in dialogo parola e rappresentazione visiva. In questa prospettiva, il tema scelto per il 2026 diventa anche un’occasione per riflettere sulla capacità dell’arte di comunicare, lasciare tracce e costruire significati attraverso linguaggi differenti. In questo quadro si inserisce la sezione Premio, che coinvolge 12 artisti invitati dal curatore: Luca Armigero, Mehmet Ali Boran, Valeria Ciardulli, Giovanni Gaggia, Piotr Hanzelewicz, Francesco Impellizzeri, Joseph La Mela, Marco Paganini, Ivan Piano, Veronica Pratelli, Marco Smacchia e Marco Stefanucci.
La sezione Omaggio propone due personali dedicate a Iacopo Pinelli ed Emilio Cavallini, vincitori della scorsa edizione, in un confronto tra ricerca matematica, Arte Cinetica e Pop Art da un lato e una poetica legata ad assenza e fragilità dall’altro. Più ampia la sezione Collaterali, che include un omaggio a Tito Amodei nel centenario della nascita (1926–2018), con una selezione di opere pittoriche che attraversano il suo percorso tra ricerca artistica e impegno culturale. È prevista inoltre la mostra «La valigia dell’emigrante e la poesia visiva di Franco Gelli», con 20 tavole dedicate al tema dello sradicamento, tra memoria, alienazione e linguaggio come confine. Tra gli appuntamenti collaterali anche una mostra dedicata ai 50 anni della Rivista Segno e una giornata di studi sul ruolo delle riviste d’arte e della critica nell’epoca dei social media. Completano il progetto le sezioni Territorio, Accademia e Giornalismo, rispettivamente dedicate ad artisti attivi in Abruzzo, studenti delle Accademie di Belle Arti italiane e protagonisti della stampa e della televisione nazionale (RAI, Mediaset e La7). Il programma si svilupperà in tre settimane espositive con incontri, presentazioni e performance, mentre la giuria è composta da Ivan D’Alberto, Alessandro Monticelli (Il Quadrivio), Roberto Sala (Rivista Segno, Accademia di Brera) e Francesco Pezzini (Spazio TRAleVOLTE).