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Edward Weston, «Nude», 1936 (particolare)

© Center for Creative Photography, Arizona Board of Regents

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Edward Weston, «Nude», 1936 (particolare)

© Center for Creative Photography, Arizona Board of Regents

La materia delle forme di Weston a Torino

Dopo le tappe a Barcellona e Madrid, giunge a Camera-Centro Italiano per la Fotografia l’antologica con 171 immagini di ritratti, paesaggi e sperimentazioni

Sanzia Milesi

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«I ritmi della vita, percepiti in qualsiasi cosa, diventano simboli del tutto. La forza creativa nell’uomo riconosce e registra questi ritmi con il mezzo più adatto a lui, all’oggetto o al momento, sentendone la causa, la vita all’interno della forma esteriore». Così scriveva il fotografo statunitense Edward Weston nel 1930, indicando «la fotografia come espressione creativa che deve essere un vedere in più». E spiegando: «Sono stato paragonato in alcuni articoli a Brâncuși  per il mio uso della “forma astratta”. Eppure sono tutte forme astratte dalla natura: la mia visione della vita, il riconoscimento della causa, la comprensione intuitiva». 

È così che grazie a un corpus eterogeneo di 171 immagini, dal ritratto al nudo, dal paesaggio all’oggetto, la mostra «Edward Weston. La materia delle forme», allestita a Camera-Centro Italiano per la Fotografia di Torino dal 12 febbraio al 2 giugno, si prefigge di riscoprire lo sguardo di uno dei padri della fotografia moderna: la ricerca estetica e la maestria tecnica del lavoro di Edward Weston (1886-1958), fotografo statunitense tra i più noti del ’900, cofondatore del Group f/64 e dei Camera Pictorialists of Los Angeles. 

Dal pittorialismo dei primi scatti alla più moderna «fotografia diretta», un bianco e nero il cui rigore tecnico offre una straordinaria nitidezza di dettagli, immagini comuni che divengono arte, l’iperrealismo che rivela l’essenza vitale delle cose. 

La mostra è organizzata dalla Fundación Mapfre in collaborazione con Camera, dopo la chiusura di un anno record per il Centro Italiano per la Fotografia di via delle Rosine, con oltre 125mila visitatori, il riconoscimento internazionale del Lucie Spotlight Award 2025 e l’avvio dei festeggiamenti per i primi dieci anni di attività. Un’antologica, il cui percorso ripercorre in oltre quarant’anni tutte le fasi della produzione artistica del maestro, dal 1903 al 1948, che approda per la prima volta in Italia dopo le mostre spagnole di Barcellona al KBr Photo Center nell’estate 2025 e di Madrid alla Sala Recoletos. 

Curatore del progetto, Sérgio Mah, già direttore artistico della Biennale di Fotografia di Lisbona e di PHotoEspaña, e da maggio di quest’anno nuovo direttore del Centro de Arte Moderna Gulbenkian (Cam), ha così introdotto le esposizioni: «Autore di un vasto e diversificato corpus di opere che abbraccia cinque decenni e mezzo, Edward Weston è una delle grandi figure della storia della fotografia moderna anche perché la sua opera ci permette di riflettere sulle qualità distintive della fotografia come categoria tecnica, estetica e percettiva. I suoi primi esperimenti creativi rivelano una momentanea adesione alle tendenze pittorialiste dell’epoca, per poi affermarsi come uno dei protagonisti di una nuova generazione di fotografi americani che cercarono di rifocalizzare l’asse artistico della fotografia basandosi sulla sua straordinaria capacità di rappresentare i soggetti più diversi del mondo con rigore, chiarezza e sobrietà. Nella loro estrema semplicità e originalità, l’eccezionale qualità delle immagini di Weston è dovuta anche al modo in cui egli seppe riformulare e articolare la straordinaria capacità realistica e oggettiva della fotografia con il suo potenziale estetico, poetico e fenomenologico, contribuendo ad ampliare l’orizzonte dell’esperienza soggettiva dell’immagine. Così facendo, Weston ha enfatizzato il ruolo unico della fotografia nel panorama delle arti visive del suo tempo. Weston è stato un fotografo immensamente prolifico e la sua opera riunisce una serie di soggetti, tipologie e generi fotografici: ritratti, nudi, nature morte, paesaggi naturali e urbani, fotografia di oggetti, architettura. Questa mostra antologica si propone di coprire l’intera carriera fotografica di Weston, iniziata all’inizio del XX secolo e interrotta solo alla fine degli anni Quaranta. Questa selezione di opere mira ad andare ben oltre il periodo in cui Weston realizzò la maggior parte delle immagini che gli valsero un ampio riconoscimento critico e istituzionale. Infatti, un approccio più completo ed eterogeneo alla sua opera consente di evocare altri livelli di valutazione estetica, ampliando la comprensione della profondità e delle articolazioni che Weston sviluppò nei vari campi da lui esplorati. Inoltre, ci permette di evidenziare gli aspetti e le affinità (nello sguardo, nella costruzione dell’immagine o nel suo peculiare rapporto con determinati soggetti) presenti nel corso della sua carriera, sottolineando la coerenza del suo immaginario, così come le sfumature e i momenti di transizione che si sono susseguiti nella sua attività».

Sanzia Milesi, 08 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

La materia delle forme di Weston a Torino | Sanzia Milesi

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