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Maurizio Cattelan, «Comedian»

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Maurizio Cattelan, «Comedian»

La banana di Cattelan è stata rubata dal Museo Pompidou-Metz

Se l'arte relazione cerca di innescare un coinvolgimento concreto in chi vi interagisce, «Comedian» di certo ci sta riuscendo

Non c’è pace per la banana più famosa del mondo. O forse la catena di eventi che un'opera d'arte relazionale è in grado di innescare può forzare il perimetro concettuale dell'opera stessa. Visione edulcorata e forse impropriamente poeticizzata, quest'ultima, di quello che a tutti gli effetti è un crimine, come il Centre Pompidou-Metz ha difatti denunciato. Esposta in occasione della retrospettiva «Endless Sunday», in scena nel museo francese, «Comedian» di Maurizio Cattelan è stata rubata. 

L'installazione si trovava a Metz per celebrare un traguardo importante, i quindici anni della sede lorenese del Pompidou. La mostra, curata da Chiara Parisi insieme allo stesso Cattelan, intreccia trenta lavori dell'artista padovano con oltre quattrocento pezzi della collezione permanente. Un dialogo trasversale che esplora i concetti di ribellione e libertà, in cui la scomparsa della banana sembra quasi un’estensione involontaria del tema della rassegna, che resterà aperta al pubblico fino al primo febbraio del prossimo anno.

D'altra parte, l'arte relazionale di Maurizio Cattelan prova per natura a provocare uno sbalzo nell'osservatore. Opere come «Comedian» - che ricordiamo essere composta dalla famosa banana e dal nastro adesivo utili a reggerla contro una parete - non si limitano a volere essere contemplate, ma cercano di innescare reazioni concrete, un coinvolgimento in chi vi interagisce. Attraverso provocazioni e cortocircuiti sociali, questi lavori stimolano la collettività a diventare essa stessa materiale creativo, costringendo lo spettatore a farsi parte attiva di un progetto più ampio. O a prendere parte a un dibattito, a una riflessione condivisa. Proprio come - involontariamente - è accaduto in questo caso.

Sebbene il furto di un frutto da pochi centesimi possa sembrare paradossale, la vicenda solleva infatti questioni interessanti sul valore dell'arte concettuale. In «Comedian» l'oggetto fisico è secondario, poiché il vero valore risiede nella messa in scena che di volta in volta si rinnova, o al più nel certificato di garanzia, mentre il frutto viene metodicamente rimpiazzato ogni tre giorni. Fin dal suo debutto a Miami nel 2019, quando registrò una valutazione di 120 mila dollari, l'opera è stata più volte mangiata da visitatori e collezionisti, l'ultimo dei quali aveva appena acquistato una versione dell’opera per la cifra record di 6,2 milioni di dollari. Quindi, cos'è stato effettivamente rubato a Metz? Provocatoriamente, si potrebbe addirittura affermare che l'opera nel suo complesso sia uscita rafforzata - invece che indebolita, o sparita - dall'accaduto.

Prospettiva che appartiene, al massimo, a chi commenta e non a chi ha subito il furto. Nonostante l'oggetto fisico sia, per definizione, deperibile e sostituibile, l'evento ha spinto la direzione del museo francese a sporgere denuncia, un atto formale volto a proteggere il prestigio dell’istituzione in un’epoca segnata da crescenti falle nella sicurezza museale europea. La sparizione a Metz evoca inoltre ricordi ben più gravi, come il furto mai risolto di «America», il wc d'oro massiccio sottratto in Inghilterra sempre nel 2019. Opera che invece aveva un valore economico identificabile, legato al prezzo dell'oro, come una recente asta di Sotheby's ha certificato.

Il museo ha comunque reagito con prontezza, e una nuova banana è stata immediatamente fissata alla parete con il caratteristico nastro adesivo grigio, permettendo al percorso espositivo di riprendere regolarmente. Nonostante rimanga aperta la discussione sulla vulnerabilità dei grandi centri espositivi, si può dire che la narrazione mitologica attorno a Cattelan e la sua arte abbia guadagnato un nuovo capitolo. Se poi si tratti di una tragedia o della sua riproposizione in farsa, citando la massima di Marx, lo valuteranno gli spettatori. 

Redazione, 01 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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