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Amedeo Modigliani, Nu assis au collier

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Amedeo Modigliani, Nu assis au collier

La Venere moderna di Modigliani ha sedotto Londra: 64 milioni di dollari per uno dei grandi nudi del periodo maturo

La collezione di Joe Lewis totalizza quasi 393 milioni di dollari, nuovo record europeo per una raccolta privata. Il nudo di Modigliani è il lotto più costoso della serata e conferma la tendenza dominante del 2026: il mercato concentra capitale, domanda e fiducia sulle opere considerate ormai imprescindibili nella storia dell'arte.

Ginevra Borromeo

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La vendita della collezione di Joe Lewis organizzata da Sotheby's a Londra lo dimostra con chiarezza: quasi 393 milioni di dollari complessivi, nuovo record europeo per una collezione privata, un solo lotto invenduto su venticinque e numerose aggiudicazioni oltre le stime. Più che un semplice successo commerciale, la serata londinese conferma una delle tendenze più evidenti del mercato dell'arte nel 2026: il capitale globale si concentra ormai su opere considerate definitive, rare e storicamente consolidate.

A guidare la vendita è stato Nu assis au collier (1917-18) di Amedeo Modigliani, aggiudicato per 48,2 milioni di sterline, pari a 63,9 milioni di dollari. Il risultato era atteso, ma assume un valore simbolico. Il dipinto, acquistato da Joe Lewis nel 1995 per 12,4 milioni di dollari, rappresenta uno dei grandi nudi del periodo maturo dell'artista livornese, oggi tra le categorie più ricercate del mercato internazionale. Non si è trattato di una gara spettacolare. Oliver Barker ha aperto le offerte a 38 milioni di sterline e nel giro di pochi minuti il dipinto ha raggiunto il prezzo finale. Un andamento quasi lineare, che racconta un mercato diverso da quello dell'euforia speculativa degli anni passati. Quando compare un capolavoro museale, con una provenienza impeccabile e una storia collezionistica di primo livello, gli acquirenti sanno già quale sia il suo valore.

La stessa logica ha sostenuto l'intera vendita. Il ritratto di Gertrud Loew di Gustav Klimt è stato acquistato da un collezionista asiatico per 47,9 milioni di dollari, ben oltre le aspettative. La scultura Petite danseuse de quatorze ans di Edgar Degas ha raggiunto 33,3 milioni di dollari. Il ritratto di Lucian Freud dedicato a Sue Tilley è stato venduto per 38,8 milioni. Tra le sorprese della serata spicca soprattutto La Belle Promenade di René Magritte, aggiudicata per oltre 21 milioni di dollari dopo una lunga competizione tra gli offerenti e nuovo record per un'opera su carta dell'artista belga.

Il risultato non racconta soltanto la forza del nome Modigliani. Racconta il modo in cui il mercato del 2026 sta selezionando il valore. A funzionare sono opere definitive, rare, con provenienze solide e una posizione chiara nella storia dell’arte. Nu assis au collier appartiene esattamente a questa categoria.

Dipinto a Parigi, nei giorni più cupi della Prima guerra mondiale, il quadro fa parte della leggendaria serie dei nudi che ha consegnato Modigliani alla storia. Come Manet con Olympia, l’artista livornese rilegge il nudo femminile dentro una modernità inquieta, sospesa tra tradizione europea e radicalità formale. La posa richiama la Venere pudica dell’antichità e della pittura rinascimentale, ma la linea allungata, il volto chiuso, la collana di corallo e la materia pittorica trasformano la figura in una presenza moderna, insieme intima e monumentale.

Il dipinto appartiene a un piccolo gruppo di tre nudi con la stessa modella e la collana di corallo rosso, accanto agli esemplari conservati all’Allen Memorial Art Museum dell’Oberlin College e al Solomon R. Guggenheim Museum di New York. È questo confronto museale a rafforzarne il peso. Non siamo davanti a un semplice nudo di Modigliani, ma a una variazione centrale di uno dei nuclei più importanti della sua produzione. La collana di corallo introduce un ulteriore legame con la cultura figurativa italiana. Nei dipinti rinascimentali il corallo è spesso amuleto, segno di protezione e vitalità. In Modigliani diventa un accento erotico e simbolico, un punto di tensione tra corpo, memoria e pittura. La modella non è trasformata in icona fredda. Resta corpo vivo, costruito attraverso variazioni cromatiche minime, pennellate dense, passaggi di luce che danno alla pelle una presenza calda e carnale.

Il risultato di Londra conferma così la doppia natura dell’opera: capolavoro storico e bene rifugio culturale. Lewis l’aveva acquistata nel 1995 da Christie’s per 12,4 milioni di dollari. Trent’anni dopo, il prezzo moltiplicato non misura soltanto l’apprezzamento economico, ma la crescente concentrazione del mercato sui lavori percepiti come insostituibili. La stessa vendita ha premiato Klimt, Degas, Freud, Schiele, Caillebotte e Magritte, ma Modigliani ha fornito la chiave dell’intera serata. In una fase segnata da prudenza, polarizzazione e selettività, il capitale globale cerca opere capaci di tenere insieme storia, rarità, riconoscibilità e desiderio. Nu assis au collier non è quindi soltanto il top lot della collezione Lewis. È una delle immagini più precise del mercato attuale: meno interessato alla quantità, molto più disposto a competere quando l’opera coincide con un punto fermo della storia dell’arte.

 

 

 

Ginevra Borromeo, 25 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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