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Gustav Klimt, «Ritratto di signora», (1916-1917)

Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza

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Gustav Klimt, «Ritratto di signora», (1916-1917)

Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza

La «Signora» di Klimt torna a casa: la Galleria Ricci Oddi riaccoglie il suo capolavoro

Ora il museo può davvero iniziare il conto alla rovescia che lo condurrà al 28 aprile, data di riapertura completa dopo i lavori di riqualificazione e riallestimento di tutte le sale

Davide Landoni

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Ogni nuovo inizio comincia con un'alba luminosa. In questo caso è quella che scalda Piacenza in un caldo mattino di primavera, quello del 3 aprile, mentre la città risvegliandosi vede un trasporto di sicurezza attraversarla. È l'ultimo tratto di un viaggio cominciato diversi giorni prima, a Seoul, nella Corea del Sud. La fine della mostra al My Art Museum, il 22 marzo, e poi tutti i passaggi logistici e burocratici che accompagnano lo spostamento di un quadro dal valore di diversi milioni di euro. C'era un'attesa silenziosa per il tragitto. Chissà, forse una goccia d'ansia e scaramanzia, visto il tribolato passato della Signora e un sistema di sicurezza museale fragile e traballante, in Italia e non solo - nell'ultima settimana si è appurato del furto alla Magnani Rocca, e degli attacchi hacker agli Uffizi, senza dover tornare al clamoroso episodio che a ottobre ha coinvolto il Louvre. Non che vi fosse, in questo caso, reale motivo di preoccupazione, ma il contesto di cui si è detto, insieme al grande appuntamento che attende la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, destava quel minimo di timore che precede il sorgere dell'entusiasmo. Ma ora che il «Ritratto di signora» (1916-1917) di Gustav Klimt ha ripreso il suo posto nel museo, il countdown per il grande evento può finalmente iniziare.

«Il ritorno del Ritratto di signora di Gustav Klimt rappresenta per noi un momento di grande emozione e di profondo significato», dichiara Lucia Pini, direttrice della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi. «Dopo l’importante esperienza internazionale al My Art Museum di Seul, l’opera rientra finalmente nella sua casa, pronta a essere nuovamente condivisa con il pubblico. Questo rientro assume un valore ancora più simbolico perché si inserisce in una fase di rinnovamento della Galleria Ricci Oddi, che si appresta a presentarsi con un nuovo allestimento e una visione aggiornata, nel segno della valorizzazione del proprio straordinario patrimonio. Il Klimt, con la sua storia unica e la sua forza espressiva, torna così a essere uno dei fulcri del nostro percorso museale».

Oltre al 4 aprile, quando l'opera tornerà effettivamente esposta, la data da cerchiare sul calendario è quella del 28 aprile 2026, quando sarà svelato il progetto di riqualificazione ideato dallo studio milanese Lissoni & Partners. Avviati nella primavera del 2025, i lavori hanno riguardato gli oltre 1000 metri quadrati di superficie complessiva della Galleria e tutte le sue 22 sale, che in questi mesi sono rimaste aperte al pubblico, in modo alternato, in base all’avanzamento dei cantieri. L'obiettivo dichiarato è il ripristino delle caratteristiche architettoniche e strutturali originali degli spazi espositivi, concepiti da Giulio Ulisse Arata per interagire e valorizzare la collezione di Giuseppe Ricci Oddi (Piacenza, 1868-1937), che nel 1931 trasformò la propria raccolta privata in un museo aperto al pubblico, collaborando in prima persona anche allo sviluppo dell’edificio che l’avrebbe ospitato.

© Galleria Ricci Oddi, Piacenza

© Galleria Ricci Oddi, Piacenza

Fin dal principio, il percorso espositivo ha proposto quindi una selezione delle opere della collezione, che muove dagli anni Trenta dell’Ottocento fino agli anni Trenta del Novecento, tenendo salda la matrice figurativa cara a Ricci Oddi, che prediligeva in particolare il genere del paesaggio e dei dipinti di figura. Dopo i primi acquisti tra il 1898 e il 1899 - tra cui Pecore tosate (1885 ca) di Francesco Filippini e Dopo Novara (1884) di Gaetano Previati - la raccolta ha continuato ad arricchirsi, arrivando a contare oggi un patrimonio di 1184 opere, a fronte delle 546 presenti alla morte del fondatore. Circa 350 sono esposte lungo il percorso permanente, mentre oltre 800 sono custodite nei depositi, comprese le opere grafiche.

Qualsiasi novità l'operazione di rinnovamento porterà in dote, la certezza è che ad assistervi ci sarà anche la Signora di Klimt, con tutta probabilità il dipinto più iconico della Galleria. Entrato nella collezione di Giuseppe Ricci Oddi nel 1925 dopo l’acquisizione dalla Galleria di Luigi Scopinich di Milano, il «Ritratto di signora» (1916-1917) appartiene all’ultima fase di attività di Gustav Klimt, quando la sua pittura perde l’opulenza che ne aveva caratterizzato il periodo aureo e le pennellate divengono istintive ed emotive, più vicine alle istanze espressioniste. Al suo valore artistico e all'estrema rarità, per un museo italiano, di poter esporre un lavoro del maestro viennese, si aggiungono poi le diverse e misteriose vicende che ne hanno segnato la fama.

Gustav Klimt, Ritratto di signora, (1916-1917), Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza

Dall’intuito di una studentessa di un liceo piacentino, Claudia Maga, nel 1996 si scoprì che l’artista realizzò il dipinto su una tela su cui aveva ritratto un’altra donna, identica nel volto e nella posa ma non nell’abbigliamento. Le ricerche per una tesina erano arrivate dove gli studiosi avevano fallito, aggiungendo un importante tassello nella ricostruzione dell'attività del pittore. Oltre che nella definizione di un'opera già simbolo della patrimonio culturale cittadino. Impegno che non è però riuscito a disperdere i dubbi intorno al soggetto dell’opera, poiché non è nota l'identità dell'effigiata, con ogni probabilità una delle tante modelle che posavano per il grande artista viennese. Così la donna è rimasta senza nome, ma non certo senza fascino.

Il dipinto è inoltre tornato al centro delle cronache negli ultimi anni a causa del furto di cui è stato vittima il 22 febbraio 1997, quando fu sottratto dalla Galleria con modalità mai chiarite. Il 10 dicembre 2019, durante alcuni lavori di giardinaggio lungo il muro esterno del museo piacentino, l’opera di Gustav Klimt fu poi ritrovata all’interno di un sacchetto di plastica. Senza dubbio non la cornice più adatta per la Signora, che per sua e nostra fortuna si prepara ad accogliere il pubblico in una casa più splendente che mai.

Davide Landoni, 03 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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