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La Reggia di Venaria e il Castello di Chambord hanno rinnovato per il prossimo triennio il loro accordo di partenariato culturale

Foto La Venaria Reale © Tutti i diritti riservati e © Patrick Giraud (Chambord)

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La Reggia di Venaria e il Castello di Chambord hanno rinnovato per il prossimo triennio il loro accordo di partenariato culturale

Foto La Venaria Reale © Tutti i diritti riservati e © Patrick Giraud (Chambord)

La Reggia di Venaria e il Castello di Chambord rinnovano la loro alleanza culturale

L’accordo triennale firmato il 21 aprile nella reggia sabauda in occasione della 25ma Assemblea generale dell’Associazione delle Residenze reali europee prevede tra l’altro la co-organizzazione di mostre ed eventi, lo scambio di competenze nella gestione e valorizzazione dei grandi siti del patrimonio storico-culturale e nell’accoglienza di un pubblico internazionale e lo sviluppo di progetti scientifici comuni

Luana De Micco

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È stato rinnovato per tre anni il partenariato culturale che lega la Venaria Reale, alle porte di Torino, al Castello di Chambord in Francia e punta a «rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni intorno a progetti comuni». Una collaborazione nata più di dieci anni fa, nel 2015. 

L'accordo è stato firmato il 21 aprile scorso da Michele Briamonte, presidente del Consorzio delle residenze reali sabaude, e da Pierre Dubreuil, direttore generale del Domaine national de Chambord. Esso prevede tra l'altro la co-organizzazione di mostre ed eventi, lo scambio di competenze nella gestione e valorizzazione dei grandi siti del patrimonio storico-culturale e nell’accoglienza di un pubblico internazionale, lo sviluppo di progetti scientifici comuni. Tra gli assi di ricerca emergono la tutela della biodiversità, la gestione forestale sostenibile e l’equilibrio tra ambiente naturale e attività umane. Aspetti che accomunano i due siti: Chambord, con la sua foresta nazionale di più di 5mila ettari, elemento centrale del progetto originale del re Francesco I, e la Venaria Reale, con il suo sistema dei giardini inaugurati nel 2007, e il parco naturale regionale della Mandria, di più di 6.500 ettari. Questo partenariato «riflette la nostra volontà di condividere esperienze e obiettivi», ha sottolineato Pierre Dubreuil. 

L'intesa è stata sigillata a margine della 25ma Assemblea generale dell’Arre, l’Associazione delle Residenze reali europee, che si è tenuta il 20 e 21 aprile alla Reggia di Venaria. L’Arre, che ha sede a Versailles, è una rete di castelli-musei nata nel 2001. Fondata da dieci istituzioni, tra cui il Ministero della Cultura, conta oggi 36 membri e riunisce più di cento palazzi, castelli, regge e residenze storiche di tredici Paesi europei aperte al pubblico, che accolgono circa 50 milioni di visitatori ogni anno, rappresentando uno dei più importanti network del patrimonio storico-culturale europeo. Vi fanno parte, tra gli altri, iconici palazzi come: i castelli di Schönbrunn (Austria) e di Frederiksborg (Danimarca), l’Alhambra di Granada (Spagna), il palazzo nazionale di Mafra (Portogallo), il palazzo del principi di Monaco, la reggia di Gödöllő (Ungheria), il Castello reale di Varsavia (Polonia) e il Patrimonio nacional, l’ente che gestisce le residenze reali in Spagna. In Francia, oltre alla reggia di Versailles e al castello di Chambord, aderiscono i palazzi reali di Fontainebleau e Compiègne. In Italia, oltre al Consorzio delle residenze reali sabadue e al Palazzo Reale di Torino, figurano nella lista: le regge di Caserta, Monza, Carditello e Colorno, i palazzi reali di Napoli e di Milano, il Castello di Miramare, a Trieste, e le Gallerie degli Uffizi di Firenze. 

«I castelli-musei europei incarnano la storia dell'Europa, si legge in un comunicato della Reggia di Versailles del 20 aprile diffuso in occasione dei 25 anni dell’associazione. Sono i custodi di un patrimonio storico e culturale che preservano in tutta la sua ricchezza e diversità. Promuovendo la cultura europea, costituiscono un prezioso motore per il turismo e la trasmissione del sapere».

L’obiettivo era, ed è tuttora, di creare una piattaforma di scambio tra residenze storiche europee, condividendo buone pratiche su problematiche specifiche come la conservazione degli arazzi storici, l'ingegneria idraulica nei parchi e giardini, l'applicazione dell'IA, della realtà aumentata e di altre tecnologie nell’accoglienza del pubblico e la gestione dei beni culturali. Tra i progetti portati avanti, il programma Epico (European Protocol in Preventive Conservation), avviato nel 2015 e pilotato dalla Reggia di Versailles, ha sviluppato metodi e strategie innovative per la conservazione preventiva specifiche ai castelli-museo. 

Pierre Dubreuil, direttore generale del Domaine national de Chambord, e Michele Briamonte, presidente del Consorzio delle residenze reali sabaude il 21 aprile nella Reggia di Venaria hanno rinnovato per tre anni l’accordo di partenariato. © Consorzio Residenze Reali Europee. Foto Andrea Guermani

Luana De Micco, 23 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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