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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliIl mercato fieristico internazionale si appresta a sperimentare a New York un modello espositivo che ridefinisce i rapporti tra istituzioni, gallerie e case d'asta, eleggendo un capolavoro dell'architettura brutalista a nuovo epicentro critico del collezionismo globale. Dal 24 al 27 settembre 2026, «Independent 20th Century» mette in scena la sua quinta edizione compiendo una svolta storica: la manifestazione abbandona le sue vecchie sedi per occupare gli spazi del monumentale Breuer Building al 945 di Madison Avenue, recentemente trasformato nel quartier generale globale di Sotheby’s. L'edificio, progettato da Marcel Breuer e inaugurato nel 1966, porta in dote sessant'anni di programmazione culturale d'avanguardia, avendo ospitato in passato il Whitney Museum, il Met Breuer e la Frick Collection, e offrendo oggi il perfetto contesto architettonico e intellettuale per una fiera nata con l'obiettivo di amplificare e sezionare la complessità dell'arte del ventesimo secolo.
Sotto la direzione del team curatoriale e la consulenza di Matthew Higgs, l'appuntamento - rigorosamente su invito - schiera quest'anno 56 espositori internazionali chiamati a presentare i lavori di oltre 130 artisti. Coerentemente con la natura curatoriale dell'evento, circa l'80% degli stand sarà configurato secondo la formula della mostra personale o in dialogo bi-personale, spingendo la qualità espositiva verso standard di livello museale che rompono con i tradizionali e caotici schemi commerciali.
ITra le proposte soliste spicca la galleria Lévy Gorvy Dayan con un focus sull'immaterialità di Yves Klein, mentre Nahmad Contemporary dedica l'intero spazio alle indagini spaziali di Lucio Fontana. L'universo pop e concettuale americano trova spazio con la presentazione di Andy Warhol curata dalla Andy Warhol Foundation, e con i celebri statement testuali di Jenny Holzer portati da Sprüth Magers. Non mancano le riscoperte delle avanguardie storiche europee, come il progetto di Hauser & Wirth sulla figura di Emma Kunz o lo stand di Thaddaeus Ropac incentrato sulle geometrie di Oskar Schlemmer. Il mercato della grafica d'autore è invece rappresentato da John Szoke Gallery con una selezione dedicata a Pablo Picasso.
Una delle caratteristiche più innovative di questa edizione risiede tuttavia nelle collaborazioni tra gallerie, pensate per costruire veri e propri capitoli di storia dell'arte condivisi. È il caso del progetto congiunto tra David Nolan Gallery e Gió Marconi intitolato «The Obsessive Image», una complessa panoramica che intreccia la figurazione e il concettualismo di maestri come Valerio Adami, Enrico Baj, Hans Bellmer, Gianni Colombo, Man Ray e Mario Schifano. Sul fronte delle grandi scuderie del dopoguerra, Sies + Höke mette in dialogo due giganti della pittura tedesca del Novecento, Sigmar Polke e Gerhard Richter, mentre Luxembourg + Co. tesse un filo sottile tra le origini dell'astrattismo e la sperimentazione tessile affiancando a Wassily Kandinsky e Paul Klee le geometrie di Sue Fuller.
L'alleanza strategica tra la piattaforma globale di Sotheby's e l'approccio scientifico di «Independent» solleva infine un dibattito cruciale sulle nuove forme di collaborazione tra case d'asta, gallerie ed estates d'artista, aprendo una conversazione culturale inedita.
Camilla Sordi
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