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Gio Ponti, tavolino della fine degli anni ’40 - inizio anni ’50, lotto 44

Courtesy of Incanto

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Gio Ponti, tavolino della fine degli anni ’40 - inizio anni ’50, lotto 44

Courtesy of Incanto

Incanto, Cambi e Piasa: aste di design con stime polverizzate

Da Torino a Milano fino a Parigi, exploit per Mangiarotti, Venini e Newson: rialzi fino al 230% e aggiudicazioni ben oltre le aspettative per pezzi iconici del Novecento e contemporanei

Carla Cerutti

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Tre aste di design hanno animato la prima metà del mese, due italiane ed una francese.

Il 14 aprile si sono contese l’attenzione dei compratori Incanto a Torino e Cambi a Milano. L’asta di Incanto ha proposto con successo 221 lotti che spaziavano dall’Art Nouveau al design contemporaneo. L’aggiudicazione più significativa di 21.285 euro ha premiato un lampadario di Angelo Mangiarotti, consistente in elementi concentrici in vetro opalino agganciati per gravità, prodotto da Vistosi intorno al 1960 e stimato 4mila-5mila euro. Secondo buon prezzo è stato raggiunto da una grande e bella specchiera di Carlo Bugatti, nel suo inconfondibile stile moresco, venduta per 20.640 euro contro una stima di 8mila-15mila. Un camino da centro in metallo verniciato e pietra bocciardata, proveniente da una residenza privata e ispirato all’esemplare disegnato nel 1954 da Franco Albini per l'appartamento di Caterina Marcenaro in Palazzo Rosso a Genova, ha superato la stima massima con 15.480 euro di aggiudicazione mentre il successo crescente di Gabriella Crespi è stato ulteriormente confermato dai 10.320 euro pagati per una lampada da tavolo mod. 2132, in ottone e metacrilato opalino del 1975 circa, stimata 4.500-5.500. Tra le curiosità, un tavolino da nave con portabottiglie e portabicchieri in legno massello, ottone e acciaio, prodotto da O.A.R.N. (Officine Allestimenti Riparazioni Navali) di Genova su disegno di Gio Ponti (fine degli anni ’40 - inizio anni ’50) ha ampiamente superato le aspettative (3.500-4.600) andando al miglior offerente per 6.192 euro.

 

Carlo Bugatti, specchiera, lotto 5. Courtesy of Incanto

Vaso in vetro di murano, lotto 88. Courtesy of Cambi

Nello stesso giorno, Cambi ha offerto a Milano circa 150 importanti vetri di Murano che hanno totalizzato 561mila euro con l’81% di venduto e il 230% di incremento sulle stime. I top lot sono stati appannaggio di Paolo Venini, Carlo Scarpa e Fulvio Bianconi: 45.100 euro per un raro vaso a clessidra di Paolo Venini del 1954 circa, in vetro soffiato con decoro di murrine a mezzaluna nero e zolfo, stimato 5mila-6mila; 22.600 euro per un vaso a parallelepipedo in vetro soffiato con decoro di figura di donna ottenuta con polveri di vetro policrome saldate a caldo, pezzo unico di Fulvio Bianconi del 1964 stimato 3mila-4mila; 21.350 euro per un grande vaso della serie «Corrosi» di Carlo Scarpa del 1936 circa, decorato da rilievi con superficie interamente lavorata all'acido e iridata, stimato 8mila-10mila. Altri vetri di Scarpa e Bianconi hanno ottenuto ottime aggiudicazioni, così come Ercole Barovier, Dino Martens e Flavio Poli.

 

Vaso in vetro di murano, lotto 98. Courtesy of Cambi

Marc Newson, Dining table, lot.88. Courtesy of Piasa

Il 15, a Parigi, Piasa ha esitato più di 100 lotti tra opere d’arte e arredi creati da designer per lo più contemporanei, come Marc Newson, del quale un esemplare del tavolo da pranzo «Event Horizon Chop Top Table» del 1992, in alluminio lucidato e laccato e vetro, prodotto in edizione limitata dalla Galerie kreo & POD, ha spuntato ben 219.335 euro contro una stima di 140mila-180mila. Ron Arad, altro nome di spicco, era presente con una delle sue creazioni più note, la sedia a dondolo «Rolling Volume» in acciaio patinato, modello creato nel 1990 e rieditato in serie limitata nel 2000 dalla Ron Arad Associates: stimata 25mila-35mila euro, ne ha ottenuti 49.184. Tra la vecchia guardia modernista ha primeggiato Jean Prouvé, del quale una lampada da parete a braccio orientabile in metallo laccato, modello n.602 risalente agli anni’40 e riproposto nel decennio successivo, ha raddoppiato la stima minima con 41.208 euro di battuta finale. Tra le poche presenze italiane, da segnalare una bella ceramica di Fausto Melotti del 1950 circa, un vaso bianco e nero con doppia ansa sul medesimo lato stimato 15mila-20mila euro e venduto per 35.891.

Carla Cerutti, 17 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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