Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Enrico Crispolti, «Sentirsi un arcobaleno addosso Franco Summa», 1975

© Archivio Enrico Crispolti

Image

Enrico Crispolti, «Sentirsi un arcobaleno addosso Franco Summa», 1975

© Archivio Enrico Crispolti

In un podcast di dieci puntate le voci dell’arte registrate da Enrico Crispolti tra gli anni Settanta e i Duemila

Dal 28 settembre al 30 novembre, con cadenza settimanale, sarà possibile ascoltare il racconto delle iniziative sperimentali del critico e storico dell’arte romano, da «Volterra ’73» a «Campo del Sole»

Letizia Riccio

Leggi i suoi articoli

La figlia di Enrico Crispolti (Roma, 1933-2018), nonché vice presidente dell’immenso archivio assemblato a Roma dal critico d’arte, mostra con orgoglio, e con la consapevolezza di una grande responsabilità, la raccolta di scritti, opere e file audio. Racconta Livia Crispolti: «Ero bambina quando con la mia famiglia, durante le vacanze estive, accompagnavamo mio padre nelle varie località dove si svolgevano i progetti; aveva a cuore il coinvolgimento delle comunità e l’installazione di opere d’arte permanenti, tutelate dai cittadini stessi». L’Archivio Enrico Crispolti e la curatrice dell’esposizione, Anna Mazzanti, con il contributo della Regione Lazio e il patrocinio del Politecnico di Milano, dopo la mostra (allestita nella sede a Roma dal 5 giugno al 25 settembre) mettono a disposizione degli ascoltatori un podcast di dieci puntate che contiene parte delle centinaia di registrazioni effettuate dal critico d’arte dagli anni Settanta ai Duemila: «Enrico Crispolti: l’Arte nella città. Dalla partecipazione all’ambiente come sociale» verrà pubblicato con cadenza settimanale, a partire da lunedì 28 settembre fino al 30 novembre, sul canale dell’Archivio nella piattaforma Spotify. Seguirà la stampa di un volume.

Si comincia con il racconto di «Volterra ’73», nata inizialmente per la valorizzazione di un prodotto locale, l’alabastro, e che diviene rapidamente occasione perché l’arte si riappropri degli spazi urbani e del dialogo con il territorio. Scorrendo la lista delle voci raccolte dal vivo, ci sono artisti come Ugo Nespolo, Hidetoshi Nagasawa, Agostino Bonalumi e molti altri.

Gli episodi successivi sono incentrati sull’«operazione 24 fogli», intitolata «Dissuasione manifesta», che utilizza per la prima volta il cartellone pubblicitario di maggiore formato per una destinazione diversa: pittori, scultori, operatori visivi, si appropriano di un medium urbano per agire artisticamente, non attraverso la persuasione occulta della pubblicità, ma in modalità «manifesta».

«Operazione Roma Eterna», terza tappa dei podcast, sarebbe dovuta terminare con una grande mostra al Palazzo delle Esposizioni, mai avverata. I documenti delle azioni realizzate, scegliendo come teatro il vivace e popolare quartiere di Testaccio, sono stati esposti da Crispolti alla Biennale di Venezia nel 1976. Progetto sia internazionale che locale, non aveva lo scopo di abbellire la città, ma di agire con le realtà locali avviando processi conoscitivi e di emancipazione sociale.

Si prosegue con l’attività del Gruppo Arti Visive della «Casa del Popolo di Ponticelli», il cui primo animatore è stato l’artista campano Pasquale Coppola. In questo caso, il focus è sull’arte nel sociale, secondo una pratica laboratoriale partecipativa che tende a coinvolgere cittadini, studenti, operai del quartiere, contraddicendo in modo provocatorio la figura dell’artista autoreferenziale.

Artisti come Alberto Burri, Mario Ceroli, il poeta Tonino Guerra, il regista Michelangelo Antonioni e lo stesso Crispolti affiancano il progettista Ico Parisi in «Operazione Arcevia comunità esistenziale», iniziata nel 1972 in una frazione del comune marchigiano e che si fonda sul principio della integrazione fra le arti. «Operazione Arcevia» viene poi presentata al Padiglione Italia della Biennale di Venezia del 1976 e, nel 1979, esposta alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, con alcuni modelli e bozzetti che entrano a far parte della collezione permanente.

I temi successivi del ciclo dei podcast riguardano altri esperimenti visionari e avveniristici curati da Crispolti: il Gruppo Salerno ’75, la Biennale di Venezia del 1976, la Cooperativa Alzaia e Campo del Sole.

Una veduta della mostra «Enrico Crispolti: l’Arte in città. Dalla partecipazione all’ambiente come sociale». © Archivio Enrico Crispolti Archivio

Letizia Riccio, 25 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Letizia Riccio

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

All’interno dell’Anfiteatro Flavio, chiuso da giovedì scorso, sono sospese le riprese del programma dedicato a Giulio Cesare, in seguito all’incidente costato la vita a un giovane lavoratore

La pellicola su Michelangelo Merisi, in prima visione nelle sale il 4, 5 e 6 ottobre, inaugura il ciclo di coproduzioni europee «I Grandi Maestri», che prosegue con Werner Herzog, Frida Kahlo, Michael Ende e, infine, con William Turner e John Constable

Un’area defilata, al confine tra il Lazio e la Campania, conserva due preziose sculture risalenti a duemila anni fa, ora restaurate e valorizzate all’interno di un grande albergo romano, meta di ospiti e visitatori curiosi di saperne di più

Ricostruito il percorso dello scultore e orafo marchigiano, dalle esperienze futuriste all’amicizia con Alberto Burri, attraverso i rapporti con gli artisti e i critici che animarono la scena informale italiana

In un podcast di dieci puntate le voci dell’arte registrate da Enrico Crispolti tra gli anni Settanta e i Duemila | Letizia Riccio

In un podcast di dieci puntate le voci dell’arte registrate da Enrico Crispolti tra gli anni Settanta e i Duemila | Letizia Riccio